SERIE B

Nicola Salerno: "Salernitana, serve pazienza"

L'ex dirigente granata: "Colantuono raccoglierà i frutti del suo lavoro, la squadra è viva"

SALERNO - «Non me ne voglia Grassadonia ma sabato tiferò Salernitana. Me lo impongono ragioni affettive e di classifica: se la Pro Vercelli cade all’Arechi, la teniamo a distanza nella lotta salvezza». Nicola Salerno, ex dirigente granata e attuale direttore sportivo del Brescia, si batte il petto - lato del cuore - come era solito salutare gli ultras della curva Sud Siberiano, facendo ciondolare il suo inseparabile borsello. Fu proprio lei a dare la prima chance a Grassadonia sulla panchina della Salernitana in B.

Ricorda? «Novembre 2009, pare ieri: Cari deluse, fu sollevato dall’incarico, tentammo la sterzata con Gianluca, salernitano e preparato, promuovendolo dal settore giovanile che Fabiani in precedenza gli aveva affidato con una bella intuizione. Era alle prime armi ma già con forte personalità: avrebbe fatto strada e l’ha fatta».

Ne parla bene ma fu esonerato… «Pagò per tutti: lasciamo fare a Cerone ma la stagione era andata, irrimediabilmente segnata verso il baratro. Mi dispiacque tantissimo: in quel momento, era come separarsi da un fratello minore».

Oggi, invece? «Un rompiscatole, come le sue squadre: mette in difficoltà gli avversari, lavora sui dettagli. Da ex difensore, prepara benissimo la fase di non possesso, si affida a tre-quattro giocatori veloci che hanno spunti e qualità. Occhio alla Pro Vercelli: all’Arechi può mettere in difficoltà la Salernitana, se i granata non scenderanno sullo stesso piano, cioè nell’agone. Servirà una partita di lotta e intensità».

Afn/Pasquale Tallarino