IL FOCUS

Daspo, la parola alle difese: «Legge del 1989 inattuale»

Romano: «A Salerno tanti processi per omessa firma dopo gare amichevoli estive»

SALERNO - «Il Daspo nasce come la “chiesa madre” della volontà di risolvere il problema della violenza negli stadi, seguendo il famoso modello inglese. Ma la prevenzione, in Italia, è troppo in fretta diventata indiscriminata repressione». Così l’avvocato Ciro Romano durante il convegno “Il mondo del tifo: croce e delizia”, tenutosi nei giorni scorsi a Palazzo di Città. L’iniziativa, promossa dall’Agas (Associazione Giovane Avvocatura Salernitana), in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Salerno e l’Associazione Paolo Masullo, ha focalizzato alcuni aspetti che ruotano attorno alla passione per il calcio dal punto di vista tecnico-giuridico, con il contributo di diversi legali che, sulla scorta di esperienze professionali, hanno relazionato su una materia complessa e spesso mediaticamente poco chiara. All’incontro, organizzato dall’avvocato Fabio Moliterno , presidente dell’Agas e consigliere dell’Ordine, il tema del Daspo - il “divieto di accesso a manifestazioni sportive” - è stato tra più dibattuti. «Uno dei problemi più seri è l’obbligo di firma connesso alla “diffida”, che impone la presentazione alle forze dell’ordine mezzora dopo l’inizio e mezzora prima della fine di ogni partita della propria squadra. La legge del 1989 è evidentemente poco aderente alla contemporaneità - ha continuato l’avvocato Romano - visto che viviamo in un’era in cui si giocano partite ogni giorno e a tutte le ore. Chi, anche solo una volta nella vita, può aver commesso un errore ed è stato punito con il Daspo e prescrizione di firma, è obbligato a conosce a memoria il calendario di calcio, che spesso diventa un “tranello”». Nel dettaglio: «Il Tribunale di Salerno è pieno di processi per “mancate firme”. Mi è capitato di trattarne alcuni “singolari”. Un esempio? Omessa firma in occasione di un’amichevole giocata dalla Salernitana con il Real Metapontino, in pieno agosto. Il pre-campionato è un inferno. Come si fa a sapere se una partita estiva è “ufficiale” o meno? Dipende dalla presenza o meno di una terna arbitrale. Spesso neppure le società che organizzano quelle gare sanno se sarà contattato un arbitro oppure si farà tutto in “famiglia”. Mentre chi si sottrae all’obbligo di firma rischia la reclusione».