Roberto Breda

L'INTERVISTA

Breda: "Salernitana, puoi lottare per la A"

L'indimenticato capitano promuove Bollini e la società. GUARDA LA FOTOGALLERY

SALERNO - Roberto Breda promuove pienamente la Salernitana e inserisce il cavalluccio marino fra le  contendenti per la promozione in A. Calciatore con i granata dal 1993 al 1999 e dal 2003 al 2005, allenatore nella difficile stagione del 2010-2011 ed ex assessore allo Sport del Comune di Salerno, ricorda con grande affetto la tifoseria e gli anni passati nella cittadina a lui cara. «Sicuramente bisogna vedere cosa propone il mercato, mancano ancora quaranta giorni di trattative. Ma sono certo che la Salernitana farà bene, tracciando la linea degli anni passati. I tifosi meritano un grande palcoscenico e la società merita di raccogliere i frutti di questi anni. Non è facile partire dal basso e risalire così velocemente».
 Sulla prossima stagione, Breda ritiene possa essere un campionato equilibrato. Per l’ex centrocampista non mancheranno le sorprese, dato che la B ha sempre insegnato a non guardare solo alle qualità sulla carta. Inoltre, sia per necessità che per strategia, si sta puntando molto sui giovani: «Puntare sui baby è giusto. Il campionato è cambiato, c’è stato un grande rimescolamento anche con i tecnici. Però mi preme dire ormai ci sono giovani ben formati con un’ottima maturità in campo, che hanno giocato già a buoni livelli. È sempre tutto da dimostrare. Da questo punto di vista la Salernitana ha cambiato molto in squadra. È andato via Donnarumma, Coda, Busellato. Penso si stiano muovendo bene».
 Breda ha chiara l’idea sugli addii dei due attaccanti principi dell’ippocampo: «Sono due situazioni diverse. Da una parte Coda aveva bisogno di riprovare a giocare in A dopo il suo infortunio e quello che è successo a Parma, secondo me è stato giusto lasciarlo andare via. Con Donnarumma c’è stato qualcosa che non gli ha permesso continuità. Bollini, che ritengo abbia fatto un ottimo girone di ritorno, ha avuto sei mesi per poter capire bene quali giocatori aveva disponibili. È meritato il suo rinnovo. Per l’attacco punterei su giocatori di qualità, giovani o di esperienza. Sempre per lo stesso discorso di prima, giovani non vuol dire novellini».
 La domanda, dunque, si sposta su quali potrebbero essere le squadre sorpresa e favorite dell’anno prossimo: «Molto difficile dirlo. Ripeto, sarà un campionato molto equilibrato. Anche l’anno scorso, con meno contendenti, non fu facile dare pronostici. La Salernitana veniva da una salvezza strappata coi denti, con due-tre innesti di qualità a gennaio riuscì a raggiungere il suo obiettivo. Ma ricordo anche il Frosinone, che aveva fatto a metà campionato la migliore campagna acquisti, non è salito in A. Per l’anno prossimo sicuramente ci sarà da lottare. I granata ce la possono fare».
 Resta da chiedere a Breda i ricordi che più lo emozionano su Salerno: «Da calciatore ricordo con grande gioia il goal decisivo alla vittoria contro l’Avellino al Partenio (stagione 1993-1994, ndr). Come allenatore forse la partita dei play off contro Alessandria nel 2010/2011 quando abbiamo passato il turno grazie a un risultato ribaltato alla gara di ritorno».
 Al termine di quella stagione, finita con la sconfitta nella finale per la B con il Verona, vi fu il fallimento societario: «Fu un anno difficile per i motivi che tutti sappiamo. Nei primi mesi non capivamo nulla, si dicevano cose e ne capitavano altre. Poi a gennaio subentrò la spensieratezza, eravamo consapevoli che c’era poco da fare. C’erano ottimi uomini e tifosi. Fu un peccato. Ma sono sicuro che Salerno ritornerà dove merita».
William Biazzo