L'APPUNTAMENTO

Luciana Savignano: «I talent danno fama ma nella danza è lunga» 

La grande ballerina è a Nocera dove incontrerà gli studenti

NOCERA INFERIORE - Etoile della Scala, una carriera costellata di grandi successi sui palcoscenici di tutto il mondo al fianco dei coreografi e dei danzatori più importanti sia a livello nazionale che internazionale. E’ questo il prestigioso palmarès di Luciana Savignano, tra le ballerine più rappresentative d’Italia, che domani incontrerà gli studenti del liceo coreutico “Galizia” di Nocera Inferiore con la partecipazione degli allievi dell’istituto “Alfano I” di Salerno, su invito della scuola di danza “La dance” di Maresa Langella dove la Savignano oggi e domani terrà una lezione incontro. L’appuntamento si svolgerà al Teatro del Galizia.

Signora Savignano, quando ha capito di voler fare la ballerina?

"Tutto è cominciato quando avevo solo nove anni e, ballando tutto il giorno in casa, il mio papà decise di portarmi al teatro La Scala di Milano per vedere il “Lago dei Cigni”. Quell’atmosfera mi affascinò a tal punto da farmene innamorare e capii subito che quella sarebbe stata la strada che avrei percorso da lì in poi. Ha interpretato tanti personaggi femminili nei suoi spettacoli"

Qual è quello che porta nel cuore?

"Più che il personaggio in sé, porto nel cuore una situazione in particolare che riguarda lo splendido assolo che Maurice Béjart creò nel 1976 esclusivamente per me, “La Luna”, tratto dal secondo concerto per violino di Bach".

Sabato incontrerà tanti ragazzi, che consiglio si sente di dare ai giovani danzatori che sognano di intraprendere la sua carriera?

I consigli, in realtà, sono sempre una cosa molto difficile da dare. All’incontro con i ragazzi parlerò senz’altro delle mie esperienze e di cosa nello specifico la danza mi ha insegnato, sia come ballerina che come persona, e racconterò loro il mio modo di intendere questa disciplina. Sicuramente, la danza è un’arte che richiede del tempo e dev’essere necessariamente accompagnata da umiltà e amore. L’importante è essere sempre se stessi senza mai emulare nessuno così da sviluppare al meglio la propria personalità. Solo in questo modo si ha la possibilità di emergere".

Cosa pensa del talent show?

"I talent show indubbiamente possono portare al successo nel minor tempo possibile. La danza, però, non è un via vai, non consente un risultato immediato. La danza, infatti, pretende tempo e disciplina conditi da tanti anni di studio seguendo un percorso ben preciso. Quando ci si impegna, infatti, la vita viene sempre incontro ed aiuta nella realizzazione dei sogni".

Cosa pensa del successo di Roberto Bolle in televisione nel recente programma tv?

"Non mi stupisco perché è un’eccellenza di cui siamo orgogliosi. Ha inoltre un grande merito: è un esempio per la danza maschile, ha fatto avvicinare molti ballerini alla danza".

Quali sono i suoi prossimi progetti?

I miei prossimi impegni sono imminenti. I primi di febbraio sarò impegnata con lo spettacolo “Lumanares minus e Funambolia” le cui coreografie sono di Emanuele Taglivia, mentre a marzo debutterò a Roma con uno spettacolo in collaborazione con il coreografo Micha van Hoecke".

Ilaria Cuomo

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