nuovi orizzonti

Il commercialista per operare bene deve comunicare

Un bando regionale per aiutare i professionisti ad innovare gli studi

SALERNO. Nel 2016, in una intervista rilasciata proprio al sottoscritto, Gerardo Longobardi, allora Presidente Nazionale dell’Ordine dei commercialisti, dichiarava che fosse necessario migliorare la relazione tra commercialista ed imprenditore al fine di consentire significativi progressi al tessuto economico del Paese. Troppo spesso, infatti, le parti non si comprendono abbastanza, il dialogo non è fluido e questo non vale solo per i commercialisti, ma per tutti i professionisti. È come per certi software, ad esempio per excel, se ne utilizza una parte ridottissima, ma le applicazioni potrebbero essere straordinarie. Perché questo non succede con continuità? In questa società fluida ognuno deve fare qualcosa in più: una radio non può limitarsi a trasmettere musica così come un giornale non può fare semplicemente cronaca. Entrambi sono media ed, in quanto tali opinion leader e pertanto chiamati a recuperare la vocazione a fare cultura.

Così anche per i professionisti: se prima il commercialista “faceva le fatture” (così si esprimeva Longobardi) oggi può e deve ispirare l’imprenditore supportandolo nella sua crescita economica, culturale, organizzativa; chiunque ne ha la possibilità dovrebbe fare il suo per dare un contributo alla comunità. Il che non vuol dire che seguire la propria originaria vocazione e curarsi degli altri. Il livello di tecnologia moderno cresce in maniera esponenziale, quello culturale in maniera lineare e questa distanza di cui parla Guido Tonelli nel suo libro “Cercare mondi” apre spazi a forze in conflitto con la democrazia ma soprattutto con il buon senso. Nel vuoto istituzionale, culturale ed etico attuale il professionista può costituire un fattore di trasmissione culturale non più e non solo “vendendo” conoscenza ma anche utilizzando il suo carisma ed il suo rapporto di fiducia con l’imprenditore, influenzarlo culturalmente. Commercialisti, consulenti del lavoro, come i giornalisti sono dei leader e prenderne consapevolezza sarebbe un primo passo per incrementare la loro influenza sulla comunità. Molto apprezzabile, da questo punto di vista, l’iniziativa della Regione Campania che non è affatto un modo di ingraziarsi una parte di elettorato influente, quello dei professionisti.

L’ente guidato dal presidente Vincenzo De Luca ha pubblicato un bando per contributi ai professionisti per circa 10 milioni di euro, a favore dei consulenti operanti sul territorio regionale sia in forma singola che associata mono e multidisciplinari. Vengono agevolati i programmi per investimenti materiali e immateriali, prevalentemente per l’innovazione tecnologica e digitale che costituisce un punto debole delle imprese italiane e campane in particolare. Stimolare i professionisti ad investire in tecnologia non potrà non condizionare anche le aziende con le quali essi hanno a che fare nell’attività di consulenza. La priorità viene data alle domande presentate da giovani professionisti, in forma singola con età non superiore a 35 anni e in forma associata con la presenza di almeno un professionista di età non superiore a 35 anni. L’intensità massima di aiuto è pari al 50 per cento dei costi ritenuti ammissibili. Il contributo massimo concedibile non potrà superare 25.000,00 euro. Le domande vanno presentate entro il 31 maggio 2017.

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