LO SPETTACOLO

I bastardi di Pizzofalcone: il Giullare interpreta i poliziotti di De Giovanni 

La saga letteraria trova voce e volto in sei monologhi. La regista Brunella Caputo: «Sono confessioni di vita»

SALERNO. Ogni bastardo ha le proprie ragioni e le esporrà nei sei monologhi di “Vita quotidiana dei bastardi di Pizzofalcone”. Dopo la prima al Teatro Vascello di Roma, la compagnia del Piccolo Teatro al Giullare torna sul palco in via Vernieri, sabato (ore 21) e domenica (ore 18,30) per la regia di Brunella Caputo. La saga letteraria di Maurizio De Giovanni trova voce e volto in ognuno dei sei attori che personificano, per la prima volta su di un palco, gli scalcagnati agenti del commissariato che la serie televisiva Rai ha consegnato al pubblico nazional-popolare.
Ma è il teatro di parola a riconquistare spazio in questa messinscena che punta tutto sull’introspezione: ognuno degli uomini dell’ispettore Lojacono si mette a nudo e svela le ragioni che lo hanno portato a Pizzoflacone. Con loro c’è anche un “settimo bastardo”: è la città di Napoli che li raduna e congiunge tutti, attraverso brani tratti da altri volumi scritti dal giallista napoletano. La selezione dei passi, così come la regia, è di Brunella Caputo, da tempo ispirata dalla penna di De Giovanni che ha preso parte, nelle vesti di attore (nel ruolo di Giorgio Pisanelli) al debutto romano, lo scorso novembre. «È stato lui a suggerirmi - spiega - di strutturare il lavoro in monologhi. Non c’è nessuna attinenza con la fiction televisiva, ci tengo a dirlo: in questo caso si tratta di un’operazione narrativa che scava nell’aspetto testuale dell’opera. Una riscrittura nuda e cruda. La musica colora con le melodie giuste il cielo di questa città unica, meravigliosamente raccontata nelle confessioni di vita dei poliziotti protagonisti di questi monologhi. Perché ogni loro emozione, colore, gioia, tristezza, forza, coraggio, amore, viene dal fluido che questa città trasporta e trasmette. Un fluido che de Giovanni racconta con la forza e l’amore della sua anima napoletana». Sul palco, gli interpreti: Andrea Bloise, Teresa Di Florio, Augusto Landi, Claudio Lardo, Cinzia Ugatti e la stessa Caputo nel ruolo di Napoli, “la città femmina”. Tutti loro devono chiudere i conti con un passato che li ha resi, con i suoi errori, protagonisti nel presente. C’è chi lotta con la solitudine e chi è roso dal dubbio. «Lasciamoli parlare, tra sé e sé - le parole di De Giovanni - mettendo sul piano della scrivania un’anima in lotta, che tanto vorrebbe smettere di combattere e fidarsi un po’. Mentre li guardiamo prepararsi ad un altro incontro col delitto, mentre li vediamo scendere in strada ad affrontare la luce o la pioggia, sentiamoli pensare alle vie sbagliate che li hanno portati dove sono. Sentiamo che cosa pensano degli altri, ascoltiamoli mormorare le proprie bestemmie contro la vita, che amano così tanto. Sentiamoli, i Bastardi di Pizzofalcone. Hanno sempre tanto da dire, silenziosi e differenti come sono».
Alessandra De Vita