L'EVENTO

Barbuti Festival in versione invernale: al via la prima edizione 

A Sant’Apollonia va in scena “Natale in casa Cupiello”

SALERNO . “Te piace o’ presepe?”: una semplice battuta può evocare e descrivere tutto un mondo. E “raccontare” è proprio il verbo che soffia sulla prima edizione di “Barbuti d’inverno”, domani e venerdì a Salerno, nella Chiesa di Santa Apollonia, dove andrà in scena “Natale in casa Cupiello”. Il Barbuti Festival non è più solo un evento estivo ma procede anche in inverno, sempre nel solco del suo compianto ideatore Peppe Natella, con i cinque spettacoli in cartellone che compongono la mini-rassegna.
Tocca alla Compagnia Bottega San Lazzaro far alzare il sipario, domani sera (ore 21) su un’icona del teatro napoletano di Eduardo De Filippo, “Natale in casa Cupiello” appunto, per la regia di Matteo Salsano. Con il sottotitolo “Racconta” riparte quindi nella stagione invernale la rassegna che andrà avanti fino a maggio 2018. «Vogliamo avvicinare i giovani al teatro – spiega Chiara Natella, curatrice del progetto per la Bottega San Lazzaro – offrendo occasioni di spettacolo a prezzo calmierato, con biglietti popolari a sette e cinque euro per il ridotto studenti, oltre a dieci biglietti sospesi per i meno abbienti».
L’inossidabile classico della tradizione drammaturgia partenopea verrà interpretato, domani, da: Rosario Battista; Giovanna Memoli; Fabio Di Gennaro; Elena Monaco; Domenico Galizia; Ciro Marigliano; Maria Guadagno; Alfredo De Simone; Giuseppe Giardullo. Scenografie e costumi sono a cura della Bottega San Lazzaro. L’allestimento scenico è di Salvatore Acconciagioco. Le luci e i suoni sono di Francesco Giunti e Raffaele Sguazzo. In scena, personaggi entrati di diritto a far parte nell’immaginario collettivo. Pasqualino, fratello di Luca, che vuole essere inserito da Tommasino nella “lista della salute” e non trova più il suo cappotto “nocella, quello con la fodera scozzese e il collo di pelliccia”. La signora Carmela, “quella bella faccia di Pasqua”, come dice Concetta ad Eduardo; Vittorio Elia, l’amante di Ninuccia che fa visita a Casa Cupiello e ammira il presepe di Lucariello. E poi c’è il dottore, che Eduardo chiama “o’ scienziato”. Tutti insieme compongono non una famiglia a caso ma proprio la famiglia tradizionale del Sud, quella che istintivamente si prefigura nella nostra mente, soprattutto alle porte del Natale. In questi giorni, negli spazi del Teatro delle Arti nella sala Peppe Natella, è visitabile la mostra d’arte ceramica a cura del laboratorio “Ceramicatelier” San Lazzaro di Nello Ferrigno, con le opere di oltre quindici artisti. Sabato, invece, alle 19 nella Cattedrale di Salerno, in occasione del secondo anniversario della scomparsa di Peppe Natella, verrà celebrata una messa ed a seguire si terrà un momento di commemorazione nel Presepe dipinto del maestro Mario Carotenuto. (a.d.v.)
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