Antonio Vassallo

L'INTERVENTO

Vassallo, verità su papà

Tantissimi amici che sono venuti qui ad Acciaroli davvero per ricordare quello che era papà, una persona straordinaria che ha rappresentato questo paese e oggi ci è stato strappato. Oggi, tanta gente ci dà forza nella richiesta di verità. Papà ci è stato strappato e noi non conosciamo ancora da chi. Vogliamo solo sapere che cosa è successo quella notte di settembre di otto anni fa. Ora, otto anni dopo, sono state archiviate le indagini. Ci è stato detto che è una fisiologia dell’iter giudiziario. È vero, ci sono dei tempi, ci sono codici, e noi rispettiamo anche le procedure perché è giusto che sia così. Però, noi non possiamo andare avanti senza sapere chi è il vero assassino. Vogliamo che questo iter - chiamiamolo così - giudiziario venga scavalcato per così dire, che qualcuno, e non so chi, la rappresentanza politica, la magistratura, in questo caso il ministro Orlando, possa ascoltare queste parole e essere sensibile alle nostre parole che sono la nostra battaglia: capire quel che è accaduto, per noi è importantissimo per andare avanti. Ma non parlo solo di noi, noi familiari. Parlo di noi territorio, di noi comunità, di noi Cilento. Abbiamo bisogno di giustizia, abbiamo bisogno di chiarezza. Viviamo in un territorio che non aveva mai, negli anni passati, registrato una situazione del genere, così triste e tragica al tempo stesso. Stiamo affrontando dei momenti stravolgenti. Non viviamo in un territorio di camorra, però è successo qualcosa di stravolgente. Vogliamo assolutamente sapere cosa è successo. Vogliamo chiarezza, vogliamo sapere chi sono i cattivi, chi sono i nemici. Vogliamo che queste persone vengano rinchiuse quanto prima possibile. Solo una risposta dello Stato, potrà “riconsegnarci” papà con la sua vita grande e straordinaria.