La "lezione" dello studente

Vaccini, stop alla ricerca su Google. Fidatevi solo dei professionisti

La comunità scientifica non può tacere di fronte a un sempre più marcato scetticismo sull’importanza delle vaccinazioni nella prevenzione di patologie gravi e pericolose per la salute della popolazione, generato da scandali e bufale che circolano anche a mezzo stampa, e soprattutto attraverso la rete e i social media, per cui spetta soprattutto noi scienziati e medici informare e sensibilizzare l’opinione pubblica e formare adeguatamente gli studenti di medicina, affinchè sviluppino una coscienza critica e abbiano tutti gli strumenti per poter promuovere una corretta informazione ai loro futuri pazienti. Mi ha molto colpito un mio studente del secondo anno, Mattia Sica, che pur essendo solo all’inizio del suo percorso formativo ha iniziato a porsi delle domande e ha cercato le risposte nello studio e nell’approfondimento dell’argomento e la sua testimonianza può essere di esempio a tanti. «I medicinali creano sempre un pò di paura ma ho scoperto che i vaccini fanno ancora più paura.

C’è molta disinformazione, anche in campo medico e ciò causa un allontanamento del paziente dal medico e accade così sempre più spesso che facciamo pericolosamente di testa nostra, forti delle ricerche su Google o degli scambi di opinione sui social media. Io ho deciso di fare un passo indietro e di fidarmi della professionalità dei medici che conosco, esponendo a loro i miei dubbi e le mie domande. La prima domanda che ho posto è stata se il vaccino possa causare esso stesso la malattia. Questa era la mia più grande paura. La loro risposta è stata assolutamente no. Ho capito che i vaccini sono assolutamente sicuri, non potendo generare la malattia. Certo, come tutti i farmaci, anche i vaccini possono causare effetti collaterali dai più banali e comuni, come febbre, eritema e gonfiore sul sito di inoculo ai più gravi ed estremamente rari come lo shock anafilattico. Questi stessi effetti collaterali ed altri ben più gravi sono possibili con qualunque farmaco e sono infatti riportati sui bugiardini dei farmaci, ma il rischio raro di manifestare tali conseguenze dannose non ci frena nell’assumerli mentre invece spinge molti a non vaccinare se stessi e i propri figli. Convincere un proprio paziente a vaccinarsi è più difficile perché l’idea di assumere una sostanza estranea senza essere malati e senza presentare alcun sintomo crea molti dubbi e paure.

Mentre quando si è malati si assumono farmaci perché “si sa” essere l’unico rimedio per curarsi. In più, grazie ai vaccini, le malattie circolano di meno, e quindi si pensa sia inutile vaccinarsi proprio perché si suppone, erroneamente, che la malattia non sia più in circolo». Continua Mattia: «Studiando ho capito che i vaccini invece servono e sono necessari, perché prevengono malattie gravi, in grado di diffondersi rapidamente e per questo è fondamentale vaccinarsi sin da piccoli e che tutti siano vaccinati. L’immunità di gregge, quella cosa per cui se più del 75 per cento delle persone è vaccinata non circola la malattia perché si creano zone “bolla” di protezione in cui i virus e i batteri infettivi non possono circolare e trasmettersi da una persona all’altra, l’unico modo che hanno per sopravvivere, garantisce la protezione anche ai non vaccinati.

Ci sono infatti persone che purtroppo non possono vaccinarsi non perché hanno paura degli effetti collaterali, ma perché sono ancora troppo piccoli, sono affetti da patologie gravi, o sono allergiche alle sostanze contenute nei vaccini. Chi non vaccina i propri figli mette a rischio non solo la propria salute ma anche quella di questi individui che non possono vaccinarsi. Questi, oltre a incorrere in un elevato rischio di ammalarsi, costituiscono anche vettori e serbatoi di patogeni che aumentano il diffondersi della malattia rompendo quelle zone ’bolla’ di protezione. Non tutti i genitori hanno però gli strumenti per arrivare alle mie stesse conclusioni. Quello che bisogna fare è quindi riconquistare la fiducia del paziente. Solo il ripristino di un rapporto di fiducia totale medico-paziente può arginare il fenomeno». Che aggiungere? Mattia con parole semplici ed efficaci credo che abbia colto nel segno la tematica e possa convincere, anche meglio di tanti medici, i suoi coetanei e tanti genitori scettici sull’utilità delle vaccinazioni. Una testimonianza umile e preziosa che rischiara il futuro di una comunità medica che spesso non riesce a instaurare un rapporto di fiducia con i propri pazienti e viene sempre più frequentemente e pericolosamente sostituita dalla medicina fai da te appresa sulla rete e sui social network. * presidente della Facoltà di Farmacia e Medicina, Università di Salerno e responsabile scientifico “Corporea” di Città della Scienza, Napoli ©RIPRODUZIONE RISERVATA