Usura, stroncato il giro dei Porpora 

Arrestati la vedova del boss Antonio, il figlio e altre tre persone: gestivano prestiti con tassi anche del 20 per cento

“Get a money”, “Prendi i soldi” è il nome dell’operazione antiusura scattata all’alba di ieri nei confronti di una intera famiglia scafatese, da tempo attiva sul fronte di questo particolare reato, finita in cella dopo l’attività investigativa portata avanti da un gruppo interforze composto da uomini della sezione di polizia giudiziaria della Polizia locale in forza alla procura, uomini della Guardia di finanza della pg e poliziotti dello stesso distaccamento, con i colleghi del commissariato, coordinati dal pm Giuseppe Cacciapuoti.
In manette sono finiti Elvira De Maio, 59 anni, vedova del boss Antonio Porpora, il figlio Raffaele Porpora, 38 anni, Francesco Rosario Civale, 22 anni, tutti di Scafati, Marianeve Perrotti, 50 anni, originaria di Torre Annunziata e residente a Scafati, Antonio Davide, 49 anni, di Scafati, detenuti in carcere, Gerardina Nastro alias “Maria”, 75 anni, scafatese finita agli arresti domiciliari, e Antonietta Di Lauro, 61 anni, destinataria dell’obbligo di dimora nel comune di Scafati, impiegata Asl, che aveva il ruolo di intermediaria per i prestiti, ritenuta in posizione marginale rispetto agli altri.
Per il gruppo prestare denaro era un lavoro, mentre per i richiedenti era facile riceverlo, esattamente come per un favore da un amico, ma con l’esito dello strozzo praticato a tassi elevatissimi, e minacce e intimidazioni più o meno violente. L’avvio dell’indagine, risolta nel tempo-record di sei mesi, è datato 22 giugno 2017, quando viene presentata alla sezione di polizia giudiziaria della procura di Nocera Inferiore una persona finita nel giro dei “cravattari”. La vittima racconta anni di usura subita da Elvira De Maio, con le difficoltà di copertura degli interessi a innescare minacce di morte da parte di suo figlio, Raffaele Porpora. Nel corso della deposizione, in particolare, sul telefonino del denunciante arrivavano dirette chiamate intimidatorie proprio da parte di Porpora, il quale pretendeva il pagamento di somme di denaro con riferimenti precisi per la consegna, tutto registrato e finito agli atti della prima informativa della pg. Da lì gli inquirenti dei diversi reparti hanno organizzato la trappola per Porpora, definito un soggetto pericoloso e violento, finito in cella subito dopo aver materialmente ricevuto il denaro dalle mani della vittima.
I prestiti documentati andavano dai mille ai quattromila euro, con tassi di interesse usurai del 20 per cento ogni mese. Il capo era la De Maio, vedova di quel Porpora noto alle cronache quale esponente della criminalità organizzata di Scafati. La Procura nocerina ha effettuato, con gli arresti, anche il sequestro per equivalente di beni mobili e immobili, tra auto, gioielli e conti correnti, per un valore di 120mila euro, ritenuto provento dell’attività illecita, frutto di perquisizioni, pedinamenti, una mole importante di intercettazioni telefoniche, e dei preziosi contributi delle vittime arrivate alla decisione di presentare denuncia oltre ai riscontri continui sul posto, con il lavoro di coordinamento ulteriore del capo dell’ufficio Antonio Centore.
Alfonso T. Guerritore
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