Trincerone, pressing su Nencini 

Al vice ministro delle Infrastrutture chiesti i fondi per il prolungamento

Prolungare il trincerone ferroviario oltre la stazione: un progetto ambizioso che costerà non meno di 25 milioni di euro e che necessiterà, per forza di cose, di aiuti economici da parte del Ministero. È per questo motivo che ieri mattina a Palazzo di Città è stato accolto a braccia aperta da amministratori, tecnici e dirigenti il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini.
Di fronte all’imponenza del progetto e ai fondi che serviranno per portarlo al termine, Nencini non si è scomposto e, piuttosto, ha sollecitato il sindaco Vincenzo Servalli ad intervenire in tempi più celeri possibili con protocolli d’intesa anche con i comuni limitrofi, soprattutto quelli della Costiera Amalfitana. «Prima dei fondi c’è l’organizzazione istituzionale da comporre – ha spiegato Nencini –. È un progetto già in parte finanziato dal ministero in accordo con l’amministrazione per un importo di 1 milione e 500 mila euro, ora si tratta di verificare il progetto che interviene sulla città e verificarne il piano economico-finanziario. Ho suggerito al sindaco di collegarsi con Provincia e Regione, perché è un servizio che viene dato non solo a Cava de’ Tirreni ma a tutti i cittadini della Costiera Amalfitana».
L’obiettivo di prolungare la variante (trincerone ferroviario) fino a superare la stazione ferroviaria, dunque, potrebbe essere molto più di un progetto. L’incontro pubblico di ieri mattina ha consentito di comprendere difficoltà, ma anche opportunità del progetto illustrato al sottosegretario Nencini.
«Stiamo recuperando il tempo perduto, quello buttato via nei cinque anni della precedente amministrazione – ha incalzato Servalli –. Anni che hanno rappresentato ritardi straordinari che ora facciamo tardi a recuperare, ci stiamo provando. Era opportuno far vedere al viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti quello che abbiamo intenzione di fare. C’è grande attenzione, lavoreremo rapidamente ad un protocollo di intesa con la Regione Campania e la Provincia di Salerno per poter poi presentare il progetto al Ministero, prima della fine della legislatura, perché non sappiamo quali saranno gli equilibri politici nazionali». (g. f.)