WELFARE

Tanti aiuti alle famiglie: la manovra verifica come ampliare i sostegni

Elenchiamo le probabili estensioni delle misure individuate a seconda delle fasce di reddito: molte novità per i nonni e per chi non produce

Il disegno di legge A.S. 1473: “Delega al Governo per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico” firmato da 50 senatori potrebbe (condizionale d’obbligo) portare una nuova “ulteriore” agevolazione per le famiglie entro Natale rivoluzionando, rectius...abolendo, assegni familiari e detrazioni fiscali in favore di un bonus unico sotto soglia Isee e andando così a colmare le attuali lacune del sistema di incentivi alla nascita e aiuti alle famiglie. In realtà tale progetto di legge risale al 2014 ma solo ad inizio del corrente esercizio è stato affidato alla Commissione Finanze del Senato per arrivare poi in discussione al Parlamento nelle scorse settimane. L’augurio, chiaramente, è quello di veder terminare il suo iter entro il prossimo Natale con la conversione in legge. La rilevante modifica è senz’altro quella dell’allargamento dei destinatari, che risulterebbe “ampliata” comprendendo nel “previsto perimetro” oltre ai “tradizionali dipendenti” anche lavoratori autonomi e imprenditori (attualmente esclusi dalla percezione degli assegni familiari Inps) e coloro che sono attualmente esclusi - ad esempio - dal bonus Renzi, perché redditualmente incapienti non raggiungendo la “soglia minima dei previsti 8mila euro” . Tutto ciò, si legge tra le righe del disegno di legge, “...nasce perché in Italia la situazione normativa è paradossale. Le norme sono stratificate, spesso non note agli aventi diritto e di non semplice applicazion e...”. Quali i riferimenti e allusioni? Eccoli elencati: 1) L’assegno al nucleo familiare è riservato ai dipendenti, ai pensionati e a poche altre categorie di atipici. Esso si conserva durante il trattamento di disoccupazione ma si perde alla sua scadenza. 2) Per le famiglie povere è previsto un sussidio specifico, ma solo a partire dal terzo figlio. 3) Chi fa la dichiarazione dei redditi può beneficiare delle detrazioni per familiari a carico purché abbia un reddito superiore alla soglia di incapienza; pertanto chi non la supera non ha alcun vantaggio fiscale. Paradossalmente, i nuclei familiari più poveri e fragili sono anche quelli meno aiutati nella copertura dei costi per il mantenimento dei figli. L’intendimento e l’orientamento espresso nel disegno di legge porterebbe nella direzione di un unico “bonus”. Esaminiamone i passaggi. “Il disegno di legge è volto a superare la situazione descritta, attribuendo un’unica misura generalizzata di benefìcio per i minori a carico, sostitutiva di tutte le agevolazioni finora riconosciute. Fra queste, fatto salvo il mantenimento in vigore delle misure e degli importi per il coniuge e gli altri familiari a carico, si prevede l’abolizione: dell’assegno al nucleo familiare di cui al decreto-legge 13 marzo 1988, n. 69; dell’assegno familiare di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955 n. 797; delle detrazioni fiscali per minori a carico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917; dell’assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori, di cui alla legge 23 dicembre 1998, n. 448”. Chiariti e esplicitati anche le classificazioni di reddito degli “aventi diritto del Bonus Unico”. Alla lettera h) dell’Art. 1 del disegno di legge, infatti, si legge che l’applicazione del beneficio spetterebbe fino a una soglia di reddito Isee del nucleo familiare pari a 50.000 euro annui, nel caso di nucleo familiare composto dai genitori e un figlio a carico. Viene inoltre previsto che al di sopra di tale soglia si applichi una progressiva riduzione del beneficio, per scaglioni successivi, fino all’azzeramento quando il nucleo familiare raggiunge la soglia di reddito Isee pari a 70.000 euro annui. Ai predetti fini, si considera componente del nucleo familiare anche il convivente stabile che risulta coabitante, anche se con residenza anagrafica diversa. Le soglie Isee vengono innalzate di euro 5.000 annui per ogni ulteriore figlio a carico e si prevede un aggiornamento annuale automatico al tasso di inflazione delle soglie di reddito Isee di cui alla lettera h). Intanto alla legge di Bilancio 2018 spunta non solo un emendamento che prevede di estendere lo sconto fiscale ai nonni sulle spese mediche, sportive e scolastiche e spese d’affitto per frequenza universitarie dei nipoti ma anche la stabilizzazione del “bonus bebé”. L’assegno dal 2019, però, sarà dimezzato in 480 euro annui e spetterà soltanto fino al compimento del primo anno di età del neonato e del bambino adottato e non più fino all’età di tre anni.