L'INTERVENTO

Sui B&b serve uno scatto in avanti

Ricettività extra alberghiera, fenomeno positivo da non lasciare a improvvisazione e speculazione

L’attenzione dedicata dal giornale “la Città” al sistema della ricettività extra-alberghiera è lodevole perché da troppo tempo manca un dibattito serio su un argomento che ha necessità di essere approfondito. Sento la necessità di sottoporre all’attenzione dei lettori qualche ulteriore riflessione su un fenomeno che ha visto distorta l’originale potenzialità di sviluppo del nostro territorio, capace di coinvolgere famiglie e nuova imprenditoria nonché fasce più ampie e diversificate di turisti. L’incapacità, o forse la non volontà, di accompagnare la crescita di questo nuovo business con una adeguata e innovativa regolamentazione che ne permettesse la crescita nella trasparenza, con qualità e professionalità, sta facendo degenerare questa proficua opportunità economica e sociale. Come purtroppo si evince dalla dettagliata analisi fatta dal giornale gli abusi sono tanti ma mi piace sottolineare che la nuova ospitalità, quando è regolare, ha coinvolto nello sviluppo turistico ed economico realtà territoriali prima trascurate o sconosciute, valorizzando un comprensorio con un più vasto e organizzato sistema di accoglienza. Purtroppo agli aspetti positivi si affiancano sempre più improvvisazione, abusi e affari in nero, mere forme di speculazione, attività imprenditoriali camuffate da spontaneismo, evasioni fiscali e contributive, e soprattutto incentivo alla insicurezza e dequalificazione della ospitalità. In questo quadro occorre che gli Enti facciano il proprio dovere, controllando il fenomeno e le sue distorsioni. Un turismo non governato è facile preda di improvvisazione, lavoro nero e precariato. Troppo spesso i Comuni rispondono ai bisogni di bilancio istituendo o inasprendo la Tassa di soggiorno (in Costa d’Amalfi con aliquote record a livello nazionale), aumentando la Tari e le imposte locali che colpiscono sempre e solo le aziende regolari, anziché cercare e censire le attività in nero. Ne deriva che gli alberghi, gli affittacamere, e i B& b con regolare licenza non solo sono oberati di tanti gravosi adempimenti e tributi, ma pagano le tasse e i servizi anche per i “colleghi” abusivi. E quasi sempre dietro l’abuso si nascondono realtà organizzate e imprenditoriali che non rispondono ai requisiti della occasionalità e della integrazione al reddito. E il disagio sociale di nuove famiglie che non trovano casa (ormai sono tutte attività ricettive) cresce continuamente e i centri storici si svuotano di residenti e di piccole storiche attività commerciali. In conclusione, non sarebbe difficile aggiornare una normativa regionale che tenga conto delle nuove forme di ospitalità nel rispetto della legalità e dei bisogni sociali ed economici dei territori e incentivare le Amministrazioni Comunali a governare e non a subire il turismo, assecondando le vocazioni e le culture locali con lo sguardo teso alla programmazione di lungo periodo e non al profitto effimero e contingente. Ognuno deve fare la sua parte affinché le tante positività di questa economia si affermino sui rischi e le negatività che incombono se il settore viene lasciato all’improvvisazione e alla speculazione.

*presidente Gruppo Alberghi, Turismo e tempo libero di Confindustria Salerno