Angri

Stalker “graziato” dal giudice: sette mesi 

Pena sospesa e danni da stabilire in sede civile per un 51enne che aveva perseguitato la compagna dopo una relazione

ANGRI. Sette mesi di reclusione per l’accusa di stalking aggravato: si è chiusa così la vicenda giudiziaria per l’angrese 51enne, amante della sua vittima, finito a giudizio con rito immediato, sulla base di prove evidenti, con la Procura ad ottenere la corsia rapida per la celebrazione del dibattimento.
Contro l’imputato c’era una dettagliata denuncia presentata dalla vittima, una donna sposata che aveva avuto una breve relazione con lui.
Dopo la fine del periodo trascorso insieme, la donna avrebbe rimpianto la storia, divenuta causa di troppi guai: l’uomo infatti ha portato avanti un ostinato e violento comportamento divenuto poi una persecuzione vera e propria.
Secondo le accuse, culminate in una sentenza di colpevolezza pronunciata dal giudice del Tribunale monocratico, con il rinvio ad un separato procedimento in sede civile per la valutazione del risarcimento danni, l’imputato aveva instaurato nella donna e nei suoi familiari uno stato di paura e prostrazione, col timore per l’incolumità che rendeva impossibile una vita normale. In particolare, la donna, coetanea dell’imputato, dopo un breve periodo aveva deciso di interrompere la relazione: da quel momento il reo aveva iniziato una sequenza di ritorsioni, a partire dai pedinamenti quotidiani fino alle infinite telefonate sul suo numero di cellulare, minacciando di rendere pubblica la storia d’amore. «Dirò tutto alla tua famiglia», annunciava l’uomo, chiedendo che la storia andasse avanti. Ad un certo punto dell’intricata vicenda, l’imputato minacciava di morte la donna: «se non torni con me ti uccido».
Secondo il capo d’accusa, in una circostanza rimasta senza riscontro il reo puntò una pistola alla tempia della donna per ottenere il suo tornaconto, e rimettere in piedi la relazione vincendo la resistenza della donna. L’ultimo atto degli episodi contestati nell’ambito della contestazione di stalking riguardava una serie di messaggi diffusi via social network, attraverso facebook, nei confronti di amici e congiunti della vittima, destinatari di comunicazioni mirate.
I fatti venivano commessi fino al diciassette maggio 2013, con la successiva denuncia presentata dalla donna e l’avvio del procedimento penale. Al termine del processo di primo grado, celebrato davanti al giudice monocratico del Tribunale di Nocera inferiore, l’imputato è stato riconosciuto colpevole e condannato a sette mesi di reclusione, con pena sospesa e successiva quantificazione del risarcimento danni da stabilire in sede civile. Insomma, lo stalker se la cava con poco.
Alfonso T. Guerritore
©RIPRODUZIONE RISERVATA