IL CASO

Spiagge libere: a Salerno l’accesso sarà garantito

L’assessore De Maio ha convocato il rappresentante dei lidi interessati dal ripascimento

I lidi salernitani devono assicurare il libero accesso alla spiaggia libera. E soprattutto alla porzione di arenile ampliata dopo gli interventi di ripascimento e irraggiungibile attraverso un varco pubblico, ma solo passando attraverso gli stabilimenti balneari che si susseguono. Rassicurazioni precise sono arrivate dal presidente del Distretto turistico riviera salernitana, Alberto Serritiello, convocato dall'assessore all’urbanistica e alla mobilità, Mimmo De Maio, proprio per avere la certezza che - così come espressamente previsto dalla legge - i salernitani non facciano eccezione e abbiano anche loro la possibilità di usufruire liberamente della parte di spiaggia che non è stata data in concessione e dei 5 metri di battigia dal punto in cui le onde si infrangono. «Il passaggio - ribadisce l'assessore - sarà consentito a tutti e ho avuto un impegno preciso dagli operatori perché le norme siano rispettate». Tra i lidi che si sono ritrovati la spiaggia cresciuta di almeno 40 metri, puntualizza l'assessore, anche «quello della Polisportiva Siulp assicura che garantirà a tutti il passaggio verso la parte di spiaggia libera. Così come stanno facendo con i ragazzi della colonia dei Salesiani ai quali hanno anche attrezzato un campetto per il beach volley».

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Diversamente da come accaduto qualche giorno fa, quindi, anche il sindacato della polizia lascerà che i bagnanti possano transitare gratis per arrivare alla spiaggia libera. Resta che, qualora dovessero servirsi dei servizi messi a disposizione dagli stabilimenti, come ad esempio le docce, allora è legittima la richiesta di pagamento. E dovrà adeguarsi anche il Sea Garden dove l’accesso è sistematicamente negato nonostante anche in questo tratto di litorale la spiaggia sia cresciuta di molto. La norma cui fa riferimento De Maio è la legge numero 296 del 2006 (articolo 1, comma 251) che afferma il principio della “spiaggia libera” e stabilisce “l’obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al fine della balneazione”. Il concetto affermato non è equivocabile: la spiaggia è un bene pubblico anche se è data in concessione agli stabilimenti balneari. Altro capitolo ancora aperto, quello dell'ampia fascia di litorale interdetto perché zona militare. Una fetta abbastanza ampia del ripascimento effettuato in questa prima fase di lavori del più ampio progetto di messa in sicurezza di tutto il fronte mare della città. «Su questo aspetto - chiarisce l'assessore - mi riservo ulteriori approfondimenti per capire se è possibile utilizzare anche la parte di spiaggia che si trova nella zona militare».

Eleonora Tedesco

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