Una donna disperata

PONTECAGNANO FAINO

Si fa "regalare" tutti i beni della cugina

Il 50enne si era impossessato di 30mila euro depositati su un libretto postale, altri 40mila versati su un conto corrente bancario e anche il settanta per cento della pensione

PONTECAGNANO FAIANO. Erano bastati quattro mesi, a un cinquantenne di Pontecagnano, per convincere la cugina di dieci anni più grande ad affidargli in un trust quasi tutti i suoi averi: due appartamenti, 30mila euro depositati su un libretto postale, altri 40mila versati su un conto corrente bancario e anche il settanta per cento della pensione. Ieri l’uomo è stato condannato alla pena di 1 anno per il reato di circonvenzione d’incapace, al termine di un rito abbreviato chiesto dal difensore Rodolfo D’Ascoli. Il giudice Renata Sessa ha condiviso la tesi dell’avvocato di parte civile, Francesco Oliveto, secondo cui l’imputato avrebbe approfittato di un disturbo della personalità della cugina, che dopo la morte della madre si era ritrovata sola. La donna, che aveva perso il marito da giovane, pare soffrisse di una paura dell’abbandono che era riemersa con la scomparsa della madre, insieme alla quale viveva nella stessa casa. Venti giorni dopo, il parente (separato dalla moglie) l’avrebbe raggiunta in quell’abitazione, offrendosi di stare con lei, invitandola a fidarsi e convincendola in poco meno di quattro mesi ad affidargli la gestione del suo patrimonio.
Lo strumento prescelto era stato quello del trust, di cui l’uomo era allo stesso tempo amministratore (con un compenso mensile di 250 euro) e beneficiario. Nel contratto si era stabilito che alla scadenza del trust, nel 2020, tutti i beni che sarebbero divenuti di proprietà dell’imputato e delle sue figlie. Quando altri familiari si sono resi conto di cosa era avvenuto, è stata intentata un’azione civile che chiedeva l’annullamento del contratto sul presupposto che fosse il risultato di una truffa. Il giudice civile ha rigettato l’istanza, ma intanto si apriva il fascicolo penale, stavolta per circonvenzione d’incapace. Sulla base della sentenza di condanna la parte civile può adesso chiedere un sequestro conservativo dei beni contesi, preannunciando al tribunale civile un’azione di nullità del contratto di trust.
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