Settantasette telecamere per prevenire gli incendi 

Il progetto Mercurio va a compimento dopo un iter durato otto anni e mezzo La videosorveglianza consentirà al Parco di controllare le aree più a rischio 

VALLO DELLA LUCANIA. Dopo otto anni e mezzo giunge a compimento il progetto Mercurio, ad opera del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Si tratta di un sistema integrato per il videocontrollo del territorio con prevenzione e avvistamento incendi, che fu ammesso a finanziamento nel lontano marzo 2009. Alcuni mesi fa l’Ente approvò una perizia di variante in diminuzione, riducendo notevolmente anche il numero di telecamere da installare. I ritardi accumulati rischiavano di far perdere l'intero finanziamento e il progetto che, se utilizzato nel modo consono, può essere un valido aiuto contro i piromani.
Nei giorni scorsi è stato operato il collaudo finale dall'ingegnere Aniello Santolo, senza eccezione alcuna da parte della Rti Telecom Italia e Inpower Srl, che si erano aggiudicate l'appalto. Queste hanno già percepito circa 2,3 milioni di euro e dovranno avere, a saldo, altri 130mila euro. Ma si partiva da una cifra più alta: la procedura di gara, per 3,5 milioni di euro circa, venne pubblicata in Gazzetta ufficiale il 28 dicembre 2011. La gara, aggiudicata il 19 giugno 2013, a Telecom Italia spa - Inpower srl, di Napoli prevedeva che i lavori venissero conclusi entro 365 giorni naturali e consecutivi. Al fine di non rischiare di perdere l’intero finanziamento derivante da fondi Por Campania Fesr 2007-2013 - Obiettivo operativo 1.8 (decreto dirigenziale del marzo 2009), l’Ente Parco approvò una perizia di variante, dopo le due già intervenute nei mesi scorsi, che comportò un taglio di costi rispetto all’importo iniziale pari a circa 240mila euro. Quindi il costo dell’intero progetto scese a 3.218.000 euro
Una operazione che ha comportato, nel contempo, un taglio sensibile del numero di telecamere che sono passate dalle 106 previste a solo 77, quindi 29 “occhi” in meno a vigilare nei territori a rischio. Questo, per consentire di concludere gli interventi entro l’ultima data utile: il 31 marzo 2018. Alcune telecamere sono state destinate in aree sensibili, come la Molpa e in altre zone teatro di numerosi incendi negli ultimi tempi, non previste nella mappa originaria. La mappa in questione prevedeva infatti che le telecamere venissero installate in altre zone della costa e nelle aree interne. La funzionalità o meno delle stesse sarà dimostrata tra pochi mesi, quando, come purtroppo accade ogni estate il Cilento viene preso di mira dai piromani, con danni notevoli a flora e fauna. Due dovrebbero essere le sale controllo operative per la supervisione delle telecamere e per l’eventuale allarme da lanciare agli organi preposti: saranno adibite in località Montisani, presso il Centro di biodiversità, e presso la Comunità montana Gelbison, a Vallo della Lucania, che è anche sede di un distaccamento dei vigili del fuoco.
Andrea Passaro
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