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Scommesse e azzardo Il record in Campania

In uno studio Svimez la radiografia del fenomeno gioco in tutta la regione Nel bel mezzo della crisi economica sono aumentati “grattini” e “puntate”

SALERNO. Poveri ma pieni di speranze; o illusioni, a secondo dei punti di vista. È questa la fotografia del gioco d’azzardo in Italia (e soprattutto in Campania) che viene fuori da un articolo di Annunziata de Felice e Isabella Martucci pubblicato sulla Rivista Economica del Mezzogiorno, il trimestrale Svimez diretto da Riccardo Padovani. Una radiografia impietosa di un Paese che, nel bel mezzo di una crisi economica senza precedenti, sceglie di scommettere – letteralmente – sul futuro affidandosi ad ogni forma di gioco – legale e non – che offre il mercato variegato delle scommesse.

L’Italia biscazziera. Secondo i ricercatori, infatti, oggi il nostro Paese «occupa il primo posto nel mercato europeo dei giochi on line, avendo raccolto nel 2012 circa 15 miliardi e mezzo, seguita dalla Francia che non raggiunge neppure i 9 miliardi e mezzo». L’Italia, dunque, «occupa il 22% del mercato mondiale. E il mercato legale on line nel 2012 era al primo posto nell’e-commerce». Col paradosso che «nel periodo più acuto della recessione economica, l’incidenza della raccolta del gioco d’azzardo sul Pil ha toccato i picchi di oltre il 5% nel 2012 e del 4,4% nel 2013. Nel Mezzogiorno l’incidenza nel 2013 è stata del 5,4%, di oltre un punto maggiore rispetto a quella del Centro-Nord (4,1%)». Detto in soldoni, mentre durante la crisi in Italia «si assisteva a una contrazione della domanda interna di beni e servizi e i consumi delle famiglie calavano del 3%, i giocatori hanno sestuplicato l’ammontare della spese per il gioco d’azzardo». E sono cifre che rigurdano solo il gioco legale, «perché è impossibile stimare quello illegale che, a sua volta, innesca il pericoloso meccanismo dell’usura, anch’esso in gran parte gestito dalla malavita».

La crisi e l’affare gioco. Nel 2012 (quando il Paese per molti era prossimo alla bancarotta), «il giro d’affari ha toccato gli 84 miliardi, comprendendo tutti i diversi giochi gestiti dai Monopoli e dai 4 Casinò esistenti nel nostro paese (Campione d'Italia, Saint Vincent, Sanremo e Venezia): lotto, superenalotto, lotterie nazionali e Gratta e Vinci, scommesse sportive a base ippica, Bingo, apparecchi elettronici come i videopoker». Aggiungendo, però, il gioco on line, «che nel 2012 ha raggiunto il 16% dell’intera raccolta, e, ancor più, gli apparecchi di intrattenimento, che sfiorano il 56% della raccolta». Le professoresse de Felice e Martucci, spiegano anche «quanto siano nefasti gli effetti sull’economia del gioco d’azzardo, anche di quello legale». Perché il giro d’affari intorno al sogno del guadagno facile «non si traduce in un aumento dei beni e servizi prodotti e non rappresenta un investimento che attiva un aumento dell’occupazione». A guadagnarci è lo Stato, con le entrate sui giochi.

Il Pil dei sogni. Nello studio si evidenzia come la spesa destinata al gioco è maggiore nel Nord, «dove il Pil pro capite si attesta attorno ai 33mila euro o li supera, dopo la Lombardia, regione in cui nel 2013, ultimo anno per il quale è disponibile tale ripartizione territoriale, sono stati raccolti 13 miliardi e 905 milioni, pari al 19,9% del totale nazionale destinato ai giochi, figurano in graduatoria Lazio (Pil pro capite circa 28mila euro) e Campania (dove il Pil pro capite è di circa 16 mila euro (la metà della Lombardia, per intenderci, ndr), rispettivamente con l’11,1% (7 miliardi e 785 milioni) e l’8,9% (6 miliardi e 226 milioni)». Tra le regioni che spendono in giochi d’azzardo una quota elevata del loro Pil, oltre le prime tre, «figurano l’Emilia Romagna col 4,6%, il Veneto col 4,5%, il Piemonte col 4,3%, la Sicilia col 5,9%, la Toscana col 3,9%, la Puglia col 5,9%». Più bassa, invece, l’incidenza della spesa pro capite nelle altre regioni. Se la preferenza per le tipologie di gioco varia da regione a regione, in tutte la raccolta più elevata proviene da slot machine, videolotteries, new slot, video lottery terminals. Il Lotto è preferito in Lombardia, seguita da Campania, Sicilia e Lazio, il Bingo piace molto soprattutto a campani e siciliani, mentre nei giochi a base sportiva di gran lunga la prima è la Campania: 542 milioni di euro. Buona fortuna...

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