L'APPELLO

Sala Consilina, Tribunale e carcere il Comitato chiede l’aiuto di De Luca 

Paladino pensa soprattutto alla riapertura del penitenziario

SALA CONSILINA . Aprire una vertenza giustizia con al centro l’ex carcere e l’ex tribunale di Sala Consilina puntando sul sostegno del Pd.
È questa la proposta che arriva dal Comitato Pro Tribunale di Sala Consilina all’indomani della notizia del ricorso che sarà presentato alla Corte di Giustizia Europea dai Comuni che nel 2013 hanno subito il provvedimento del Governo di chiusura di 33 tribunali e della lettera del ministero della Giustizia sulla richiesta di riapertura del carcere di Lagonegro o Chiaromonte, entrambi chiusi da circa 30 anni. «Alla luce di questa novità - ha dichiarato l’avvocato Angelo Paladino, esponente del Comitato - si riapre la questione della strutture giudiziarie nel Vallo di Diano. Il ricorso alla Corte di Giustizia Europea è giusto perché mette insieme tutti i tribunali soppressi, tra questi anche Sala Consilina, e ciò riguarda il diritto dei cittadini alla prossimità del giudice. La soppressione ha portato a un restringimento del diritto del cittadino ad avere il giudice vicino, nel nostro caso è ancora peggio perché ci porta fuori regione. Non c’è stata alcuna spending review, perché si va ad incidere sulle tasche dei cittadini. Un cittadino di Sala Consilina per una deposizione affronta una spesa perché deve arrivare a Lagonegro».
Il Governo nel 2012 con un decreto, oltre ad aver soppresso 31 tribunali e 31 procure, ha anche chiuso 220 sezioni distaccate di tribunale. Nel caso di Sala Consilina l’accorpamento con il tribunale di Lagonegro ha portato anche alla soppressione della sede distaccata di Sapri. Paladino dà una lettura in chiave positiva della nisiva che è arrivata dal ministero in merito all’ipotesi della riapertura del carcere di Lagonegro e Chiaromonte. «Il ministero in quella lettera - sottolinea - fa capire che le due strutture sono in pessime condizioni e quindi non verranno riaperte. Dobbiamo far presente tutti insieme, sindaco in testa, che venga rivalutata la possibilità di riaprire il carcere di Sala Consilina, chiuso un anno fa e che con un investimento irrisorio si farebbe in modo di avere un carcere all’interno del circondario di tribunale. Se si guardano le foto della strutture di Lagonegro e Chiaromonte sono disastrose, sembrano foto scattare in Siria».
Per il Comitato la strada da seguire, che potrebbe portare a dei risultati, è quella del dialogo con il Ministero della Giustizia, un dialogo dove a fare da intermediario sia il Pd attraverso il Presidente della Regione Vincenzo De Luca. «Come Comitato noi invitiamo a non fare polemica con il ministro e attraverso la Regione aprire un dialogo con il ministero. De Luca o chi per lui deve essere intermediario con il Ministero forti anche del fatto che il filo conduttore è il Pd che unisce Comune, Regione e Governo. Fare polemiche non porta da nessuna parte ma serve solo a far sì che ci isoliamo ancora di più. C’è un emergenza carcere, Sala Consilina è l’unica struttura che può essere utilizzata con pochissima spesa».
Ancora: «I nostri detenuti stanno o a Potenza o a Salerno. È stata sdoppiata la competenza del giudice di sorveglianza. Quindi per i cittadini che si trovano in provincia di Salerno il giudice di sorveglianza è quello di Salerno. Se si viene arrestati a Lagonegro è Potenza. La lettera del ministero a proposito della situazione carceraria invece può essere di aiuto perché riapre il discorso sulla riapertura di Sala».
Infine: «Siamo disponibili a sostenere l’amministrazione in questo percorso di dialogo che, con l’intercessione della Regione, potrebbe portare alla riapertura del carcere».

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