IL COMMENTO

Sì alla dieta mediterranea, ma non si speculi sui nostri anziani

Festeggiamenti nel Cilento in questi giorni per due nuovi centenari, Carmine e Maria che hanno spento 100 candeline rispettivamente a Campora e Castelcivita. Sono solo gli ultimi due dei numerosi centenari la cui provenienza cilentana attira l’attenzione di tutti, come recentemente successo con una delle maggiori tv nazionali del Giappone sbarcata nel Cilento per realizzare una rubrica medica sul segreto della longevità. La zona del Cilento è infatti riconosciuta come una delle più longeve dell’intera penisola. Il record dei centenari cilentani spetta a Carmela Puglia, originaria di Pisciotta, che ha spento da poco la sua 106esima candelina. Il Cilento è così diventata meta di pellegrinaggio da parte di studiosi che arrivano da tutto il mondo per carpire i segreti della longevità di questa regione che è ormai da anni un laboratorio a cielo aperto per le ricerche sulla longevità, grazie allo studio dei geni protettivi e ai fattori ambientali potenzialmente implicati, primo tra tutti la dieta mediterranea. Infatti è ormai chiaro che i principali ingredienti dell’elisir di lunga vita cilentano sono proprio il bagaglio genetico e le sane abitudini alimentari. La dieta mediterranea, oltre a proteggerci da malattie a elevata incidenza e mortalità quali patologie cardiovascolari, obesità, diabete e varie forme di cancro, può realmente contribuire al prolungamento della nostra aspettativa di vita, ritardando, grazie alle sostanze con proprietà anti-ossidanti ed anti- infiammatorie presenti in grandi quantità negli alimenti che la caratterizzano, il processo di invecchiamento. In sostanza, la dieta Mediterranea non è solo un modello alimentare ma un vero e proprio stile di vita capace di proiettare i suoi benefici nel futuro e configurarsi come modello di riferimento per una vita più sana e più lunga. Di certo la componente genetica è importante e numerosi sono gli studi che suggeriscono come determinati geni sono responsabili di meccanismi molecolari che cercano di correggere i danni al patrimonio genetico e quindi permettono di vivere più a lungo. E proprio in questi piccoli comuni caratterizzati da consistenti flussi migratori è molto probabile che i “geni protettivi” si siano concentrati in un ristretto numero di famiglie strettamente imparentate. Quello che è certo, a nostro parere, è che la qualità della vita a dimensione umana che solo i piccoli comuni, come quelli cilentani, possono garantire, grazie ad abitudini sane, a un ambiente meno contaminato,

ad un forte e primigenio legame con la terra e con il mare, a una rete sociale e familiare solida, a un contesto meno stressante sotto tutti i punti di vista, rappresentano certamente un elemento fondamentale per la longevità. Tutti questi fattori sono in grado di influenzare direttamente la longevità perché contribuiscono ai cosiddetti meccanismi epigenetici, da cui dipende la reale modulazione e il funzionamento dei nostri geni.

I centenari rappresentano un enorme patrimonio scientifico ma prima di tutto umano della nostra terra, e vanno pertanto rispettati ed assistiti. Ben vengano iniziative di studio e ricerca che coinvolgano le famiglie cilentane, per studiare le relazioni tra geni e fattori ambientali nel determinare la longevità, ma bisogna attentamente vigilare affinché non si faccia un mercato di questo patrimonio per scopi commerciali o pseudoscientifici. La dieta mediterranea, inoltre, uno degli elementi fondamentali alla base dei centenari cilentani, ha così grande valore culturale e sociale, ma spesso è tirata in ballo da medici e non per la pubblicità per la terapia di quella o quell’altra patologia, indicata per un motivo o un altro, facendole acquisire proprietà miracolose, con il rischio di sminuire la sua reale importanza medica e preventiva, accertata da rigorosi studi scientifici di valore internazionale. E il caso del rosmarino, commercializzato oltre- manica come elisir di lunga vita “ispirato dai centenari di Acciaroli amanti del rosmarino” è eclatante. Così come si legge da anni di dati scientifici di estremo interesse e di clamorosi studi sui super anziani cilentani anche presentati al pubblico in occasioni informali ma che ancora non hanno riscontri nella letteratura scientifica. Proteggere la vera Dieta Mediterranea, riscoprire i costumi alimentari tipici del Mediterraneo e le tradizioni della nostra terra, riannodando la trama della nostra storia e cultura, rinnegata in nome di regimi alimentari ed uno stile di vita importato da altri paesi, primo tra tutti gli Stati Uniti, estranei alle vocazioni dei nostri territori, rappresenta l’unica possibilità attualmente nelle nostre mani per assicurare uno stile di vita sano e sostenibile alle generazioni presenti ma, soprattutto, a quelle future. Un patrimonio di valore inestimabile che la Campania per prima, e il Cilento in particolare naturalmente senza esclusività di sorta, ha il dovere di difendere, sostenere e promuovere.