Rischio sismico: a norma solo 13 scuole 

E su 45 edifici scolastici cittadini frequentati da oltre 12mila ragazzi solo per uno c’è stata la verifica di vulnerabilità

Su 45 edifici scolastici monitorati a Salerno, frequentati da circa 12mila ragazzi, solo 13 sono stati costruiti secondo criteri antisismici, e soltanto per uno è stata eseguita la verifica di vulnerabilità sismica. I dati emergono dallo studio di Legambiente sullo stato di salute delle scuole in Campania, per la quale si parla prudenzialmente di «luci e ombre». Il dossier evidenzia che il 59 per cento degli istituti necessita di interventi di manutenzione urgente; il 90 per cento si trova in aree a rischio sismico, ma solo il 19,8 per cento degli edifici sono realizzati secondo le norme antisismiche e sul 28,3 per cento di essi è stata testata la vulnerabilità.
Tutti gli istituti salernitani controllati risultano dotati di impianti elettrici a norma, 40 hanno goduto di interventi di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni. A poche settimane dall’inizio dell’anno scolastico, Legambiente presenta lo studio su 533 edifici scolastici campani frequentati da oltre 121mila studenti tra Napoli, Salerno e Avellino. Il 65,1 per cento è stato edificato prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica del 1974 e di quella sul collaudo statico del 1971. Solo il 19,8 per cento risponde ai criteri antisismici e sul 28,3 per cento è stata eseguita la verifica di vulnerabilità. «Percentuali troppo basse – afferma l’associazione ambientalista – se consideriamo che ci troviamo in una regione dove il 90,5 per cento delle scuole è in aree a rischio sismico. Inoltre il 59,3 per cento necessita di interventi di manutenzione urgenti e solo il 0,2 per cento delle scuole ha effettuato indagini diagnostiche dei solai». Insomma, il quadro non è incoraggiante. Tuttavia i certificati di agibilità, collaudo statico, igienico-sanitario, e degli impianti elettrici a norma sono tutti sopra il 94 per cento.
Sei scuole su dieci hanno il certificato di prevenzione incendi. Ma sebbene in Campania siano aumentati gli edifici che hanno beneficiato di manutenzione straordinaria (65,8 per cento a fronte del 46 per cento della media nazionale), sono ancora tantissime le scuole che hanno bisogno di interventi urgenti (59,3 per cento). «Il dato sull’esigenza di manutenzione – sottolinea il dossier – è dovuto presumibilmente anche ai pochi investimenti che i comuni hanno sostenuto sia per la manutenzione ordinaria che straordinaria». Per la manutenzione straordinaria, infatti, la spesa media per edificio è di 8.460 euro, a fronte dei 38.598 euro del dato nazionale; per quella ordinaria di 4.252 euro contrpoli l’indagine ha monitorato o 9.419 euro. A Na402 edifici scolastici per una popolazione di oltre 90mila studenti. Tutti hanno il certificato di agibilità, di collaudo statico, di agibilità igienico sanitaria e sono dotati di porte antipanico e hanno effettuato prove di evacuazione. Ma sono solo 71, pari al 17 per cento, gli edifici costruiti con criteri antisismici e su 122 edifici è stata eseguita la verifica di vulnerabilità antisismica. Su nessun edificio del capoluogo regionale, negli ultimi due anni, sono state effettuate indagini diagnostiche sui solai. Negli ultimi due anni solo su 29 edifici sono stati realizzati lavori di messa in sicurezza, mentre il 65 per cento degli edifici necessitano di interventi urgenti di manutenzione straordinaria per adeguamento alle norme e per eliminazione rischi, principalmente per impiantistica e prevenzione incendi.
«Le scuole campane – dichiara Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania – possono e devono diventare un grande cantiere di innovazione diffusa, uscendo così da una situazione di arretratezza e insicurezza, di sprechi in bolletta, per restituire alle città e agli studenti spazi sicuri e adatti a una moderna didattica. Per accelerare la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico, è necessario il completamento dell’anagrafe dell’edilizia scolastica per avere entro il 2020 un fascicolo del fabbricato per ognuna delle scuole esistenti, con tutte le informazioni e certificazioni indispensabili a individuare problemi e priorità di intervento». In occasione di Puliamo il mondo in calendario il 22, 23 e 24 settembre, sono centinaia le adesioni di scuole che si uniranno agli attivisti Legambiente per la pulizia di spazi scolastici.
Gianmaria Roberti
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