Renzi potrebbe tornare nella “casa degli orrori”

Al vaglio degli inquirenti la possibilità di condurre l’uomo sulla scena del delitto Ieri altro sopralluogo nell’appartamento. Si cercano le prove del cannibalismo

Continuerà per tutta la giornata di oggi il sopralluogo iniziato ieri nella “casa degli orrori” di via Martuscielli, a Torrione Alto. Al quale hanno preso parte, oltre al vicequestore aggiunto Claudio De Salvo, che sta coordinando le indagini di polizia sul caso, Maria Carmela Polito, il pm titolare dell’inchiesta scaturita dal ritrovamento del cadavere deturpato di Maria Pia Guariglia, e i periti Antonello Crisci e Pietrantonio Ricci che da tre settimane stanno studiando il “caso Renzi” avendo incontri frequenti con Lino, il 45enne matricida e forse cannibale.

Forse, appunto. Perchè di prove effettive che Renzi abbia ingerito parti del corpo di sua madre non ce ne sono, o per lo meno non così schiaccianti da poter affermare con certezza che, ad esempio, quei fazzoletti sporchi di sangue ritrovati sul tavolo della cucina siano stati usati per pulire una bocca che aveva appena masticato carne umana. O ancora: quando Renzi, lunedì 22 luglio, è stato condotto in ospedale perchè ritrovato, sedato e nudo, a pochi metri dal cadavere di sua madre riversa nel bagno con il corpo mutilato, non sono state fatte su di lui, e sui suoi escrementi, analisi che potessero avvalorare l’ipotesi cannibalismo. Queste alcune delle falle che presenta un’indagine che mira, però, ad arrivare alla verità, a scoprire cosa sia effettivamente successo nelle ore immediatamente precedenti alla morte della povera 77enne, avvenuta, secondo l’autopsia, non più tardi di sabato 20 luglio.

Per questo, ieri mattina, poco dopo le 11.30, gli agenti della Scientifica, e i collaboratori di Ricci, tra cui un genetista e un altro medico legale, hanno cominciato a perlustrare a fondo tutta la casa alla ricerca di tracce, comprese quelle genetiche e biologiche, che possano in qualche modo tornare utili nella ricostruzione precisa della dinamica dell’omicidio, e del successivo deturpamento di cadavere.

Presente ieri mattina in via Martuscielli anche Paolo Corsaro, legale, nominato d’ufficio, di Lino Renzi, il cui futuro, attualmente, è avvolto nella nebbia. Sì, perchè ora che il giudice ha revocato al 45enne gli arresti - e dovrà quindi presto lasciare il reparto detentivo del “Ruggi” dove ancora si trova - sarà necessario, affinchè il Dap individui la struttura psichiatrica a cui l’uomo dovrà essere affidato, che si nomini un curatore della sua persona. E al momento sembra che nessuno, tra i suoi parenti, voglia prendersi questo impegno. Renzi potrebbe addirittura fare ritorno sul luogo del delitto, secondo un’ipotesi avanzata dagli inquirenti, per fornire dettagli che potrebbero rivelarsi importanti al fine delle indagini. Ma questa è una possibilità ancora al vaglio del pm.

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