Renzi ha ucciso la mamma sabato notte

L’autopsia effettuata ieri a Catanzaro ha chiarito che il 45enne ha più volte sbattuto la testa della donna contro il muro

Quei vicini che nella notte di sabato 20 luglio - due giorni prima che il suo corpo venisse ritrovato mutilato in più punti - avevano sentito degli strani rumori e delle urla provenire dall’appartamento in cui abitavano Maria Pia Guariglia e suo figlio Lino Renzi, stavano inconsapevolmente ascoltando le ultime grida di aiuto della donna, gli ultimi rantoli di disperazione prima che la sua vita difficile arrivasse al capolinea, nel modo più drammatico. Risale a 48 ore prima del ritrovamento del cadavere, infatti, la morte dell’ex insegnante, non solo fatta a pezzi dal figlio, ma uccisa brutalmente a pugni e a calci da quest’ultimo, probabilmente in preda a una di quelle sue crisi acute che già in passato avevano attentato alla vita dell’anziana madre. La donna, prima di essere smembrata dal figlio 45enne, non è morta, quindi, per cause naturali ma per mano del figlio che si è accanito su di lei senza pietà. È questo ciò che è emerso dall’esame autoptico sul corpo della 73enne salernitana effettuato ieri mattina a Catanzaro dal perito Pietrantonio Ricci, direttore dell’Unità operativa di Medicina legale dell’azienda “Mater Domini” del capoluogo calabro, e dal medico legale Luigi Mastrangelo, nominati dalla Procura di Salerno per fare luce sulla morte della madre massacrata. Addirittura, dalle prime notizie trapelate, si apprende che Renzi, in quel maledetto sabato notte, abbia più volte sbattuto la testa della madre vicino al muro. Ricostruzione che coincide perfettamente con quanto dichiarato, all’indomani del ritrovamento del cadavere, dagli inquilini del piano superiore all’appartamento in cui si stava consumando il delitto, che avevano raccontato di rumori sordi, «come se qualcuno stesse dando pugni contro il muro». L’autopsia ha chiarito che non erano, quindi,pugni ma era il cranio della povera signora, morta in seguito alle ferite riportate nelle percosse.

Secondo quanto chiarito dai medici - che hanno affettuato approfonditi esami sul corpo della donna, compresa una tac tridimensionale che ha chiarito molti dubbi - l’anziana è stata picchiata a sangue dal figlio; dopo essere morta è stata fatta a pezzi con una sega da falegname. Si aggrava, quindi, la posizione di Lino Renzi, ancora rinchiuso nel reparto detentivo del “Ruggi”, il quale, ora, dovrà rispondere di entrambi i reati di cui è stato accusato: omicidio e deturpazione di cadavere. Sul macabro matricidio, consumato due giorni prima del ritrovamento del cadavere di Maria Pia Guariglia nel suo appartamento di via Martuscelli, a Torrione Alto, indaga il pm della Procura di Salerno, Maria Carmela Polito che questa mattina effettuerà un nuovo sopralluogo, insieme ai medici legali, sul luogo del delitto per effettuare ulteriori riscontri utili alle indagini, anche alla luce di quanto emerso dall’autopsia.

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