«Recupero Castelsandra Il ministro non firmi» 

Oggi Galletti sarà a Castellabate per il progetto di valorizzazione dell’ex albergo FareAmbiente: «Una parata elettorale». Italia Nostra: «Si dimenticano gli abusi»

CASTELLABATE. Un nuovo futuro si staglia all’orizzonte per il Castelsandra di Castellabate. Il Comune, il Parco e il Ministero dell’Ambiente firmeranno oggi un protocollo d’intesa per la valorizzazione e il recupero del complesso alberghiero. C’è chi però è molto critico sulla vicenda e non ha remore nell’alzare la voce.
Si tratta di Vincenzo Pepe, presidente del movimento ecologista europeo FareAmbiente: «Iniziare oggi i lavori al Castelasandra o solo pensare di farlo – dice – è un atto che arriva in netto ritardo rispetto alla tabella di marcia che doveva essere attuata. Questa decisione doveva essere presa 20 anni fa perché avviare oggi degli interventi significa andare a lavorare su una struttura fatiscente e pericolante. All’epoca avevo proposto di trasformare quelle sale in un centro di ricerca per la biodiversità. La cosa che più puzza però è un’altra – spiega – a breve si terranno le elezioni per il rinnovo del Parlamento e la presenza di sindaco, Parco e Ministro sembra proprio una parata elettorale mirata soltanto ad accaparrare voti e non ad un impegno per la tutela dell’ambiente e del territorio».
È in programma per oggi, infatti, la visita del Ministro Gian Luca Galletti al Castelsandra a cui farà seguito la firma del protocollo presso Villa Matarazzo. Il presidente Pepe lancia una stoccata proprio a Galletti: «È un ministro in scadenza di mandato che cerca una impossibile rielezione – dichiara – di lui e del suo operato nessuno avrà memoria. Ha fatto poco se non nulla per l’ambiente e oggi ce lo vediamo in pompa magna a tagliare nastri o a firmare accordi». L’affondo di Pepe riguarda anche i vertici del Parco: «Nei prossimi giorni mi rivolgerò alla trasmissione “Chi l’ha visto?” per capire dove sono. Non basta fare inaugurazioni – conclude – sono necessarie politiche per i più giovani, così si difende veramente il territorio». La bocciatura di Pepe non è l’unica che arriva dal comprensorio cilentano. Nei giorni scorsi l’ex presidente del Parco Giuseppe Tarallo aveva annunciato lo sciopero della fame: «Ristrutturare Castelsandra riporterà in vita anche la presenza della camorra nel Cilento – aveva detto – la struttura è un enorme ecomostro e come tale deve essere abbattuto senza se e senza ma. La parata di autorità non serve a nulla se non a fare mostra di sé ma i cittadini hanno bisogno di altro».
Sulla questione è intervenuta, con una nota, anche l’associazione Italia Nostra Campania che «chiede al ministro di non firmare il protocollo prima di una verifica sulla vicenda. Sembra infatti che gli enti coinvolti abbiano dimenticato che le strutture dell’hotel Castelasandra sono tutte realizzate in forza di licenze edilizie illegittime».
Arturo Calabrese
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