INTEGRAZIONE NEGATA

Razzismo sull’autobus, Salerno resta in silenzio

Nella “città dell’accoglienza” le istituzioni preferiscono non commentare

IL COMMENTO DEL DIRETTORE - LA CASSAZIONE: DIRE "ANDATE VIA" E' REATO

SALERNO - Tutto tace. Come se il fatto non fosse accaduto. L’indignazione, quella sincera, e non di facciata, viaggia solo sui social dove la notizia ha fatto rapidamente il giro del web, scatenando commenti di condanna e censura per quanto è successo. È passato sotto traccia come fosse un fantasma il giovane tunisino che lunedì mattina, a bordo dell’autobus della linea 5 che da via Ligea arriva alla zona industriale della città ha avuto un diverbio con un anziano passeggero che non ha voluto farlo sedere accanto a lui. «Vavattene – gli ha gridato l’anziano in faccia – tornatene al paese tuo che qua non ti siedi...». Il giovane, nel tentativo di far valere le sue ragioni, ha mostrato regolare abbonamento di viaggio, affermando, come tutti i liberi cittadini, i suoi diritti. Ma per tutta risposta, ha avuto non solo altre grida da parte dell’anziano ma anche un richiamo verbale da parte dell’autista dell’autobus che lo avrebbe invitato a mantenere toni educati con le persone meno giovani. Il risultato è stato che, mentre l’anziano sogghignava sfacciatamente probabilmente ispirato dal grido “prima gli italiani”, il giovane, si è fatto il viaggio in piedi, al fianco della sua mercanzia che aveva preventivamente lasciato in un angolo del bus per non dare fastidio agli altri passeggeri.

Carla Polverino