LA TRIBUNA

Rarissime le strisce. Pedoni ad alto rischio

"La segnaletica orizzontale per il 75% è diventata una pallida memoria"

Gentile direttore,

in un momento come quello attuale in cui il rapporto eletti-elettori si consuma - per dirla come il poeta - “nello spazio di un mattino ", senza alcuna possibilità di interlocuzione e di ascolto successivamente alla vicenda elettorale, chiedo "ospitalità’’ al giornale che lei dirige per riferire una vicenda di giorni scorsi, nella speranza del verificarsi di un effetto "megafono” che richiami l’attenzione di chi deve sentire e soprattutto fare. Or dunque e giorni fa, mentre da bravo ed educato pedone mi accingevo ad attraversare una strada del centro sulle strisce, una distratta e frettolosa madre al volante, ignorando le strisce o forse non vedendole, per poco non mi investiva. Per fortuna non vi fu nessuna conseguenza e, per quanto mi riguarda, vi fu solo la preoccupazione per la salute della piccola che la distratta madre, da vera incosciente, faceva sedere sul sedile anteriore e che fu violentemente sballottata per la improvvisa frenata. Ma fu vera distrazione? E veniamo al punto di questa mia lettera rappresentato dal fatto che Salerno è ormai diventata la città... dalle strisce pedonali perdute. Ed infatti, il settantacinque per cento della segnaletica stradale orizzontale è diventata una pallida memoria, un qualche cosa cioè di improbabile e di non più esistente e che costringe i pedoni a scatti degni dell’indimenticabile Mennea e gli automobilisti a quotidiani sperimentatori dell'efficienza del sistema frenante delle proprie auto. Tutto bene sin qui, nella speranza che non avvengano guai peggiori. Se ciò dovesse accadere - e mi auguro di no - il sottoscritto si beccherà l’epiteto di annunziatore di disgrazie, ma qualche altro e cioè chi dovrebbe vedere e non vede e dovrebbe fare e non fa vivrà il resto dei propri anni con pesanti scrupoli di coscienza. Ma forse parlo di cose che più non esistono e che, comunque, saranno tra poco irrimediabilmente disperse nel bel mezzo del rutilante luccichio delle “Luci di Artista’’, da guardare, però, con lo sguardo ben rivolto in alto. In attesa di sentirmi rispondere, da chi sino ad ora non ha visto, di “stare sereno” perché il problema è ben presente, tanto da far parte di un programma di interventi di indefinita attuazione, ben consapevole e preoccupato del valore che oggi si attribuisce allo “stare sereno", la prego di scusarmi per questo mio sfogo e di accogliere i miei più cordiali saluti.