L'UDIENZA

Ragazza morta all'ospedale di Scafati, la perizia inguaia 5 medici

Responsabilità gravi per il decesso dell'angrese Maria Rosaria Ferraioli

SCAFATI. Per il decesso della giovane angrese Maria Rosaria Ferraioli e dei suoi due gemellini, avvenuta nell’aprile del 2011 in una sala operatoria dell’ospedale “Mauro Scarlato” di Scafati, i consulenti del giudice Raffaella Caccavale del Tribunale di Nocera Inferiore, coordinati dal professore Antonello Crisci, hanno spiegato che la morte della donna è stato causata dall’operato sbagliato di anestesisti ed equipe medica, definendo come “discutibili” pure le cure che il ginecologo che aveva in cura la Ferraioli prima che venisse ricoverata all’ospedale “Scarlato”.
È questo quanto è emerso dalla consulenza richiesta dal giudice monocratico del Tribunale nocerino, con la perizia che chiude la fase processuale a carico di cinque imputati. Un’udienza durata due ore, alla presenza del padre della Ferraioli, Gerardo, che continua a chiedere giustizia per la figlia. Il 24 gennaio, infatti, è prevista la requisitoria della Procura e delle parti civili, con la sentenza di primo grado prevista entro la prima decade di febbraio. La morte della 23enne Maria Rosaria Ferraioli, avvenne il 25 aprile 2011, giorno di Pasquetta, quando la donna è spirata con i gemelli che aveva in grembo per le conseguenze di un ascesso divenuto fatale. (d. g.)
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