La sede delle Poste di Monte San Giacomo

MONTE SAN GIACOMO

Poste, un milione rubato ai correntisti: direttrice nei guai

Nei guai funzionaria dell’ufficio di Monte S. Giacomo con figlio, marito e fratello Si sarebbe impossessata dei risparmi di circa 40 persone, per lo più emigranti

Il Gup del Tribunale di Lagonegro ha rinviato a giudizio l’ex direttrice dell’ufficio postale di Monte San Giacomo, Lucia Anna Darino, finita sotto inchiesta per la sottrazione dai conti postali di circa 40 persone di una somma complessiva di oltre 1 milione di euro. Insieme a lei sono state rinviate a giudizio anche altre 6 persone. I reati contestati sono sostituzione di persona, peculato, falso materiale ed ideologico e soppressione di documenti originali. Il gup ha rinviato a giudizio anche il figlio dell’ex direttrice, il marito ed altre due persone accusate di riciclaggio ed il fratello della direttrice accusato di essersi appropriato di un assegno di un importo di circa 20mila euro.
Le indagini, effettuate con il supporto degli uomini Guardia di Finanza della Tenenza di Sala Consilina, comandati dal Luogotenente Giuseppe Iannarelli e coordinate dalla Procura della Repubblica di Lagonegro, hanno permesso di ricostruire nel dettaglio le modalità con cui sono state sottratte le somme di denaro a circa 40 clienti dell’ufficio postale. Clienti che in buona parte vivono all’estero, soprattutto in Germania e una larga percentuale di questi è in pensione. Molte di queste persone si sono viste poco a poco svuotare i propri conti: gli investigatori hanno appurato che ci sono stati casi in cui sono stati sottratti fino a 200mila euro di denaro dai risparmi di una sola persona. L’attività investigativa ha preso il via dopo la denuncia presentata da 64 vittime del raggiro, quasi tutte anziane o residenti all’estero, ma originarie di Monte San Giacomo. La Finanza ha sequestrato somme di denaro, beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa due milioni di euro.
Lucia Anna Darino, difesa dall’avvocato Francesco Di Paola, è imputata per peculato anche in un altro processo che è di fatto una costola dell’inchiesta che ha portato al rinvio a giudizio di ieri. In questo caso il processo penale ha preso il via già il 14 aprile dello scorso anno.
È stato un matrimonio a far venire alla luce la sparizione del denaro dai conti correnti dei risparmiatori. Nel 2013 una persona residente all’estero era tornata a Monte San Giacomo per organizzare le nozze di uno dei suoi figli e si era recata più volte all’ufficio postale per prelevare circa 40mila euro. Ma ogni volta la direttrice aveva trovato una scusa per evitare l’operazione. Il genitore del futuro sposo, insospettito, si era recato in un altro ufficio postale ed aveva scoperto che buona parte dei soldi del suo libretto di risparmio si erano volatilizzati.

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