Plastica e polistirolo bruciati nei campi È allarme a Licinella

Agricoltori senza scrupoli smaltiscono così i rifiuti pericolosi Le proteste dei residenti e i controlli avviati dalla Forestale

CAPACCIO. «Non ne possiamo più, siamo esasperati da questi continui roghi di materiali plastici e polistirolo effettuati da agricoltori senza scrupoli». A parlare sono i residenti della contrada marittima della Licinella, che ancora una volta sono stati costretti a sopportare la puzza emessa dai roghi tossici accesi soprattutto durante la notte, ma non solo. Gli ultimi episodi nella serata di mercoledì.

«Nonostante il caldo – lamentano i residenti – siamo stati con le finestre e balconi chiusi per non respirare le sostanze tossiche causate dalla combustione dei rifiuti. Una situazione che rappresenta un pericolo per la salute pubblica e per l’ambiente a cui è necessario, in qualche modo, porre rimedio. Le colonne di fumo nero ogni volta sono visibili da chilometri di distanza».

Nella cittadina della Piana del Sele, in modo particolare, il fenomeno dello smaltimento illecito di plastica e polistirolo utilizzati in agricoltura dati alle fiamme è molto diffuso e viene messo in atto soprattutto durante le ore notturne. E questo nonostante si rischi una denuncia penale per inquinamento ambientale e sanzioni salate.

Si tratta di materiali altamente cancerogeni dalla cui combustione si sprigionano sostanze tossiche. Di solito sono le stesse ditte fornitrici che si occupano del ritiro di tutti i materiali utilizzati in agricoltura dai polistiroli, alla plastica alle bottiglie contenenti gli antiparassitari. «Quando acquistiamo – spiega un imprenditore agricolo – i materiali da imballaggio, plastica, polistiroli e contenitori in legno, il prezzo è comprensivo dello smaltimento. La ditta ha l’obbligo di ritirare i materiali, che poi vengono riciclati, quello che va pagato è il trasporto. Per ogni carico il costo è di circa 200-300 euro». Parte degli agricoltori, soprattutto chi fa più di un carico annuo, per evitare le spese di trasporto si sbarazza illegalmente dei materiali incendiandoli nei campi magari in mezzo ad una coltura senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze per l’ambiente e che il rogo di questa tipologia di materiali rappresenta una fonte di inquinamento.

Difatti la combustione dei rifiuti produce particelle volatili e diossine nocive che, anche se non respirate direttamente dall'uomo, vengono trasportate dagli agenti atmosferici e si disseminano, contaminandoli, sui luoghi e i campi coltivati circostanti il luogo di combustione provocando danni ingenti all’ambiente. Recentemente la Forestale ha sorpreso due agricoltori nella contrada Laura intendi a dare fuoco a cumuli di rifiuti soprattutto plastica. Entrambi sono stati denunciati alla Procura per avere violato la normativa in materia di gestione dei rifiuti.

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