L'OMICIDIO

Picchiarono a morte un 42enne, arrestati dopo 12 anni

Svolta nell'omicidio di Raffaele Iannaccone: tre ordinanze di custodia in carcere

NAPOLI - Svolta in un cold case, dietro il quale gli inquirenti vedono la mano della camorra. Sono tre le ordinanze di misura cautelare in carcere per parenti del boss Salvatore Terracciano detto 'o Nirone, scomparso a dicembre per un male incurabile, per l'omicidio di Raffaele Iannaccone, un 42enne dipendente di un pub napoletano. La notte del 13 agosto 2005 l'uomo fu costretto ad uscire dal posto di lavoro, la paninoteca Lander Suisse di via Toledo, in pieno centro.

Un commando lo picchiò selvaggiamente con una mazza da baseball e sgabelli d'acciaio, mandandolo in un coma dal quale non si riprese mai più. Iannaccone morì 6 mesi dopo. Dopo l'agguato si ipotizzò che avesse pagato un diverbio con alcuni clienti. Ma le indagini dell'epoca non approdarono a nulla di concreto. A far riaprire il caso le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, che hanno portato all'emissione di una misura cautelare nei confronti di tre indagati, ritenuti appartenenti al clan Terracciano dei Quartieri Spagnoli, una cosca legata al cartello dell'Alleanza di Secondigliano e al clan Sarno.

Si tratta di Eduardo Terracciano, 36enne figlio del boss, e di due nipoti del capoclan deceduto: Francesco Terracciano e Salvatore Equabile, entrambi 36enni. Sono tutti accusati di omicidio. Ad eseguire il provvedimento, emesso dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della Dda partenopea, la squadra mobile della questura di Napoli.