I CONTROLLI

Permessi di soggiorno, tolleranza zero a Capaccio Paestum

Controlli disposti dall’amministrazione Palumbo su 1075 stranieri

CAPACCIO PAESTUM. Tolleranza zero per gli stranieri, che vivono a Capaccio Paestum illegalmente. Sono partiti nei giorni scorsi, su disposizione dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Franco Palumbo, i controlli a tappeto per accertare la regolarità dei permessi di soggiorno e sul rinnovo degli stessi. In corso verifiche, che riguardano 1075 permessi di soggiorno. Ad effettuare il censimento l’Area 2 del Comune di Capaccio Paestum. Il permesso di soggiorno è correlato con la residenza. Qualora un extracomunitario non ottiene il rinnovo del permesso di soggiorno viene meno anche la residenza. Gli stranieri vengono cancellati per irreperibilità e viene fatta comunicazione alla prefettura.
Molti, ottenuta la residenza e carta di identità, lasciano il territorio. Per ottenere la residenza va presentata una serie di documentazione, tra cui un contratto di affitto regolare. Entro 48 ore, se risulta regolare la documentazione, viene rilasciata la carta di identità, con la quale si può richiedere il permesso di soggiorno o un eventuale ricongiungimento con i familiari. Gli accertamenti sulla documentazione e quanto dichiarato dagli stranieri, sono effettuati a tappeto dalla polizia locale e la carta di identità viene rilasciata dopo 45 giorni.
In realtà, però sono tantissimi coloro che, dopo aver ottenuto la carta di identità, sono irreperibili e spariscono, come dimostrano i centinaia di provvedimenti di cancellazione dall’Anagrafe. Intanto, con i documenti magari hanno già rinnovato il permesso di soggiorno o fatto venire in Italia un congiunto. Una volta cancellato, i documenti non sono più validi e di fatto, sul territorio girano persone irregolari.
Basti pensare che nel 2017 sono stati cancellati d'ufficio per irreperibilità 184 extracomunitari e 162 nel 2016. Le verifiche riguardano 1075 permessi di soggiorno. In sostanza, l'extracomunitario viene invitato ad esibire all'ufficio demografico il permesso di soggiorno entro un tempo prestabilito. Se ciò non avviene, o se il permesso è scaduto, viene avviata la procedura di cancellazione anagrafica.
Questa verifica si muove su un doppio binario, in quanto è un modo indiretto di censire anche le reali residenze degli extracomunitari. Quando il servizio postale restituisce la lettera d'invito non notificata, viene interessata la polizia locale, che effettua degli accertamenti più approfonditi.
I controlli riguardano anche l'aspetto alloggiativo, ovvero l'esistenza o meno dei contratti di locazione. I richiedenti asilo politico, godono di una procedura semplificata per ottenere la residenza: basta una dichiarazione di ospitalità di un Centro di accoglienza e possono inoltrare richiesta di iscrizione anagrafica (residenza). L'ufficio anagrafe verifica i documenti di identità rilasciati dalle Questure e ordina gli accertamenti alla polizia municipale per la sussistenza dell’effettiva dimora nel Centro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.