Angelo Vassallo

LA LETTERA

Omicidio Vassallo, parla Greco: "Ringraziamo uomini come Casale, così si mantiene viva l’attenzione"

Caro direttore, ho appena letto la magnifica lettera di monsignor Casale, esame lucido, rigoroso e attento del territorio cilentano e specchio fedele di tutto il Paese. Mi sento in dovere di ringraziare uomini come lui che si sforzano ancora di richiamare l’attenzione della società civile e delle stesse istituzioni sul vero grosso tumore che affligge e inquina, corrode e corrompe uomini, coscienze e culture.

Sì, culture di malata accondiscendenza allo stratagemma, alle furberie, alle raccomandazioni che finiscono per impastare un popolo e condurlo a quella «burocrazia mafiosa » di cui parla il vescovo Casale e che solo quello sta aspettando senza aver più bisogno neanche di ricorrere alla violenza.

Bastano nove colpi di pistola o magari una “stesa” ogni tanto! Angelo Vassallo fu una di queste voci che contraddistinsero tutto il suo modo di essere e che egli fu capace di comunicare al mondo delle amministrazioni e della politica. La mano che lo trucidò sarà scoperta, ma quello su cui bisogna riflettere è che se non fosse stato ucciso, sarebbe stato diffamato, calunniato ed isolato, così ugualmente eliminato da quella «burocrazia cancerogena» che egli stava riuscendo a permeare del più semplice dei concetti di legalità e moralità umana.

Ma questo è stato solo un sogno, il suo e di pochi altri! Oggi ringrazio monsignor Casale e quanti si sforzano ancora di tenere desti questi moniti per le coscienze degli uomini, ma non posso non ricordare che mi fu rimproverata una mia battuta di quella notte del 5 settembre 2010: «Oggi è stato ucciso non solo un uomo, non solo un sindaco, oggi è stato ucciso un Sogno!». Mi auguro non lo resti ancora.

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