La statua portata in processione( foto di Luigi Pepe)

PAGANI

Nel segno della Madonna delle Galline

Il programma delle manifestazioni civili e religiose tra la tradizionale processione e i toselli nei cortili del centro storico

PAGANI . Entra nel vivo la festa della Madonna delle galline. Con l’apertura oggi delle porte del Santuario, la festa della Vergine del Carmelo, comunemente definita “delle galline”, può avere inizio. “La festa antica dal cuore giovane”, come è stata definita negli ultimi anni, andrà avanti fino a martedì 25 aprile e in questi giorni Pagani sarà teatro di devozioni, appuntamenti sacri e profani, come nella migliore delle tradizioni. La Madonna delle galline è la festa in cui la religione si mescola al profano fino quasi a confondersi; è il momento della rinascita, della primavera che bussa prepotentemente; è il weekend in cui il profumo e il fumo dei carciofi arrostiti invade tutti i vicoli del centro storico prima, durante e dopo il passaggio della statua della Vergine in processione.
È il sabato sera in cui, come da tradizione, le massaie dei cortili storici non dormono a letto per lasciare a essiccare su materassi e lenzuola i tagliolini fatti a mano da gustare con il ragù la domenica a pranzo. È il fine settimana in cui ogni devoto che si rispetti sceglie con dovizia di particolari il dono con cui omaggiare la statua della Madonna al passaggio della processione. Pagani vive un weekend di sapori, suoni – come nacchere e tammorre, strumenti classici della tradizione popolare – e di colori - come i coriandoli lanciati dai palazzoni dei rioni più popolosi al passaggio della processione e come i drappi dei toselli preparati dai fedeli. Sono giorni in cui i classici cortili popolosi e storici della città diventano il cuore della festa, mettendo in mostra con drappi, fiori e lunghi preparativi la propria devozione alla Madonna delle galline. Tanti i toselli devozionali con cui i fedeli intendono rendere omaggio alla Vergine.
La festa dell’ottava di Pasqua a Pagani è una delle feste più amate dai paganesi e dai forestieri, che ogni anno accorrono in massa nella città di Sant’Alfonso. Ma la festa della Madonna delle galline è anche un momento di riflessione sulle tradizioni popolari oggi. Ne sono una prova i vari convegni e dibattiti organizzati nel corso della festa, con un occhio particolare a quei cantori della tradizione che quest’anno, per la prima volta, non ci saranno, come nel caso di Peppe ‘e Susanna, prematuramente scomparso questo inverno, il cui libro fotografico “Culto, passione, devozione”, curato da Gerardo Sinatore, sarà presentato questa mattina nel tosello di Palazzo Mangarella.
Domani sera, poi, spazio alla prima proiezione del discusso film-documento “Pagani”, realizzato da Elisa Flaminia Inno. Domenica il momento clou della festa con l’uscita della statua in processione alle 9. Come ricordato nel più famoso dei canti devozionali, la statua esce alle 9 in processione per poi ritornare “’a calat ‘e l’ora”, la sera dopo la tradizionale cerimonia di scambio dei doni con i padri liguorini a Piazza Sant’Alfonso. La notte tra domenica e lunedì spazio a suoni e balli fino all’alba nei vari toselli allestiti in città: una maratona fino alla processione profana di lunedì mattina, alle 6, per la deposizione delle tammorre in chiesa ai piedi della Vergine. La festa, complice il ponte del 25 aprile, continuerà fino a martedì con il Ritmofestival che avrà due serate itineranti: lunedì alle 20.30 si comincerà con l’esibizione di “Alla Bua” nel Tosello do’ Barone nel rione palazzine, con la pizzica salentina; martedì sera, invece, appuntamento a Piazza Corpo di Cristo con la musica di Fiorenza Calogero, Emanuela De Vivo e I Vico.

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