IL VELENO

Nel Salernitano aumentano i consumatori di cobret e della “bottiglia” 

Le nuove droghe sono in costante e preoccupante aumento a Nocera Inferiore

NOCERA. La bottiglia con il cotto si diffonde sempre più. E aumenta anche la coda di drago, ossia il Cobret, definita la “munnezza dell’eroina”. Il consumo di entrambe le droghe è in forte ascesa a Nocera Inferiore. Al terzo posto dei nuovi stupefacenti c’è la Ketammina, il tranquillante acquistato abusivamente da chi alleva cavalli. In tanti si chiedevano cosa fossero le tante bottiglie che si trovano la mattina in alcune strade nocerine. Hanno una particolarità: invece del tappo, la carta alluminio ben stretta sopra e una cannuccia infilata nella bottiglia (alcune volte anche nella carta alluminio).
È il modo con cui ci si fa la “bottiglia”. Si tratta di un derivato e molto più pericoloso della cocaina che viene “cucinata” o cotta su un cucchiaio o in una fiala, con ammoniaca o bicarbonato di sodio, e acqua. In questo modo si eliminano le sostanze da taglio e torna pura. Cotta, la cocaina diventa polverosa con pietruzze giallognole e poi fumata con bottiglie di plastica o lattine. La droga viene chiamata anche “crack” o “free base” o “base” ed è micidiale anche perché induce a continue consumazioni, più volte al giorno. Il cobret è eroina allo stato più grezzo, ricavata dai suoi scarti: si fuma ed è più pericolosa della stessa eroina. Sembra zucchero di canna e viene venduta in palline marroni. Il cobret bruciato dà origine a fumi che l’assuntore inala con una cannuccia.

Salvatore De Napoli
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