Maraio chiede la testa dell’assessore Loffredo 

Dopo lo strappo di Nocera Inferiore si apre la crisi anche a Palazzo di Città In Comune traballano anche le poltrone di Falcone (Udc) e Giordano (Articolo 1)

SALERNO. L’esecutivo del sindaco Vincenzo Napoli traballa. Questa volta i malpancisti della maggioranza c’entrano poco o niente, ma sono i partiti – cosiddetti tradizionali – ad entrare in crisi. Da una parte ragioni di opportunità politica dall’altra liti interne e tradimenti, aprono a una feroce resa dei conti. Così dopo il fuoco di fila dei moderati, aperto dai consiglieri Leonardo Gallo (passato con Tabacci) e Pietro Damiano Stasi (Alternativa popolare) all’indirizzo dell’assessore Gaetana Falcone, le recenti amministrative di Nocera Inferiore mettono sulla graticola ora l’assessore del Partito socialista, Dario Loffredo. Sullo sfondo la poltrona della titolare delle Politiche giovanili, l’assessore Mariarita Giordano che dopo la scissione del gruppo in consiglio comunale, passato dal Pd (Davvero Verdi) a Articolo 1 – Mdp determina, per dirlo con le parole del coordinatore provinciale, Federico Conte una «contraddizione da risolvere prima che diventi ambiguità».
Lo strappo dei tre eletti in consiglio comunale a Nocera Inferiore sarebbe alla base della lite interna ai Socialisti. Secondo le voci raccolte dal consigliere regionale Enzo Maraio, la regia di questa manovra sarebbe firmata proprio dall’assessore comunale Dario Loffredo e da Salvatore Arena. Che avrebbero tradito la linea del partito indebolendo il sindaco eletto Manlio Torquato. Così proprio i vertici del partito hanno chiesto un interessamento degli organi di garanzia ma anche e soprattutto la testa di Loffredo al sindaco Napoli. Da Palazzo di Città si prova a prendere tempo ma l’impeachment al Comune di Salerno potrebbe esplodere in commissione Annona – presieduta dal socialista Massimiliano Natella – proprio quella che fa riferimento alle deleghe di Loffredo, il Commercio. Intanto ieri proprio Maraio ha incontrato i candidati di Nocera Inferiore per stabilire la linea da avere nell’incontro con Torquato, forse in programma già oggi. Un matrimonio, quello tra i Socialisti e Loffredo durato appena un anno. Loffredo fu “strappato” alle civiche di De Luca e candidato nel Psi alle Amministrative del 2016. Lista e candidato ebbero un ottimo risultato e l’ex consigliere comunale di “Salerno dei Giovani” fu premiato entrando in squadra con il sindaco Napoli. Ora i dissidenti dell’agro guardano al Partito democratico una opzione, che al momento, non sarebbe vista di buon occhio dai democrat. Vedremo.
Intanto dopo i giorni di fuoco incrociato sull’assessore alle Pari opportunità, la querelle si è risolta – per modo di dire – con la sfiducia dei due consigliere che il sindaco Napoli non ha preso in considerazione. Con Stasi che resta in maggioranza ancorato al partito di Angelino Alfano e Leonardo Gallo che dall’Udc e traslocato nelle file di Centro democratico e, senza rinunciare ai banchi della maggioranza, si prepara all’incontro di Roma, dove Pisapia riunisce il nuovo centrosinistra per aprire una nuova pagina nella politica italiana. Ed è tutta qui la contraddizione politica. La stessa che travolge anche il gruppo di Articolo 1 a Palazzo di Città. Se da Roma Pisapia lancia la sfida al Pd di Renzi, a Salerno si resta di “lotta e di governo”. Da una parte si prendono le distanze dal segretario nazionale – uscendo in maniera anche critica dal Partito democratico – dall’altra si votano i provvedimenti della maggioranza. Che alle ultime primarie ha sostenuto, con forza, proprio Renzi.
Una contraddizione politica nella quale a cadere non sono liste civiche, benché di ispirazione dem, ma piuttosto partiti. Posizioni contraddittorie che diventano appunto «ambigue». Che celano opportunismi e contribuiscono a confondere l’elettorato. E lì dove gli assessori non si toccano; perché, è bene ricordarlo: è il primo cittadino a sceglierli e a dargli fiducia, sarebbe opportuno che fossero i consiglieri a decidere da che parte stare.
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