Le tre famiglie ancora senza casa 

La rabbia degli sfrattati mentre proseguono i sopralluoghi: «Cacciati dalle abitazioni dei nonni»

Un piccolo palazzo rosa, tirato su con i sacrifici dei padri e dei nonni. E adesso la paura fa breccia nei cuori come il terriccio franato. Il giorno dopo, tanto sconcerto e indignazione da parte dei dodici residenti del condominio “Tarallo”, a via Paolo Baratta, evacuato in fretta e furia domenica pomeriggio a causa delle decine di metri cubi di terreno che hanno ricoperto l’armatura del cantiere vicino, quello della “Vitolo & Vitolo”, all’interno del quale sorgerà un avveniristico palazzo di sette piani, con un lussuoso attico. Una costruzione mastodontica accanto a quella palazzina rosa che ora è vuota: le tre famiglie sono ancora lontane da casa. Adirate e preoccupate.
«Ci hanno cacciati di casa senza neanche chiederci se avessimo bisogno d’un posto in cui stare»: Federico Tarallo è letteralmente furioso. È un artigiano boschivo e domani festeggerà il suo trentaquattresimo compleanno, forse lontano da casa: «A chi dice che non è successo nulla, auguro di non trovarsi mai in queste condizioni». E aggiunge: «Farebbe bene a tacere chi non sa cosa si provi a vedere i genitori, che hanno fatto sacrifici per tirar su quel palazzo, scendere giù per le scale in quella maniera; mia madre ha avuto pure un malore per l’ansia causata dalla situazione». Tarallo dice anche che «i controlli andavano fatti prima» e poi lancia stoccate agli imprenditori del cantiere: «Non li abbiamo visti; sono stati chiamati ma non sono venuti, perché erano in barca». Anche lui domenica si stava godendo la prima giornata estiva di relax, era in piscina con gli amici; poi la corsa a casa. «A volte qualche imprenditore è talmente povero da avere soltanto i soldi», conclude con amarezza.
Federico adesso è in casa di parenti, e anche sua cugina, Anna Di Buono, che ha 23 anni e fa la parrucchiera, alloggia da alcuni familiari. «Domenica non ero sul posto quando s’è verificato il cedimento, ma mia madre m’ha detto di aver udito due boati fortissimi». Quel che si prova in momenti così, è difficile spiegarlo: «Sicuramente c’è un immenso dispiacere». Si dice scioccata, Anna: «Sono stata cacciata da casa mia, la casa che i miei nonni avevano costruito facendo tantissimi sacrifici». Ed è spaventata: «La paura più grande, ora, è che si verifichino episodi di sciacallaggio, ma anche quando torneremo lì sarà difficile rimanere tranquilli in casa nostra».
Ieri pomeriggio, una task-force comunale s’è recata a via Paolo Baratta. I tecnici di Palazzo di Città, guidati dal dirigente Pasquale Angione, e gli agenti di polizia municipale, agli ordini del tenente colonnello Gerardo Iuliano, hanno verificato i permessi a costruire e la progettazione, per scongiurare eventuali difformità. In mattinata, alla presenza dell’assessore Giuseppe Provenza, Angione aveva sottoscritto un’ordinanza per la messa in sicurezza del cantiere e per l’idoneità statica del fabbricato “Tarallo”: ai sopralluoghi potrà prender parte anche un tecnico che sarà nominato dai condòmini. Dal municipio escludono rischi di crollo, ma il cantiere va messo in sicurezza. La ditta dovrà innalzare una paratia: poi saranno effettuate le verifiche sul palazzo rosa. E le tre famiglie torneranno a casa. La loro casa.
Carmine Landi
©RIPRODUZIONE RISERVATA