L'ERTE VIE

La Siria senza più pace ostaggio ancora del sangue

La Siria potrebbe essere divisa in cinque zone: negli ultimi anni, è stata al centro delle nostre paure, cupo emblema di contraddizione, imbuto di morte, incubo che s’è moltiplicato incessantemente. e non ce bisogno di pensare solo all'imbestiata violenza dcll’Isis. Finalmente - anche se in modo irrazionale come appaiono nella loro necessità i processi logici della storia, nascondendo nella loro irume diatezza le forze profonde che li determinano il sangue pare cominciare a stancarsi di gettarsi fuori dalle vene aperte delle vittime. La Russia preme per arrivare a una riparti zione cui gli Stati Uniti non sarebbero contrari e porterebbe - almeno un attimo - tutti fuori dal mattatoio. L'area centrale della Siria pare resti legata alla dinastia degli Asad, poi la novità di uno stalo curdo nel nord est e, tra loro due, ad est di Paimira, quello che viene indicato come "Al-Badiya", semidesertico nell'influenza sunnita, infine due ampie strisce di terra, una a sud ed è vicina agli interessi giordani e americani (oltre quella terra, vigila Israele), infine l'altra a nord sotto il controllo turco. Sono tentativi interessanti di sciogliere stretti nodi secondo prospettive nazionali, e potrebbero produrre nuove con traddizioni politiche. Della Siria romana ai tempi dell’imperatore Augusto, quando nacque Gesù, parla Dante nel quarto libro del "Convivio": una provincia romana che proprio in quel tempo finì col comprendere la Giudea. Dante giudica provvidenziale e stupefacente la pace che Augusto aveva realizzato su terre così lontane, quasi tutto fosse accaduto per la nascila di Gesù: “Oh ineffabile e incomprensibile sapienza di Dio che a una ora, per la tua venuta, in Siria suso e qua in Italia tanto dinanzi li preparasti!”. Così lontana dalla presunta pace augustea, oggi in Siria la minoranza sciita ancora detiene un sanguinario potere, che le si è già frantumato tra le dita, e dovunque intorno insistono bagliori di desolazione (l'Europa ormai sa quanto sia difficile non esserne partecipe).