Antonio Manzo direttore de "la Città"

IL PUNTO DI VISTA

La paura dei poteri e quel "noi" e "loro"

È gravissimo quel che accaduto sulla linea 5 di Bus Italia con l’aggressione ad un tunisino munito di abbonamento e costretto alle lacrime dopo l’imperativo “non puoi sedere qui”, unito al “tornatene a casa tua”, tra malcelato silenzio e deliberato consenso dei passeggeri. In casa nostra, martedì scorso, è stato allargato il solco dell’irrazionale “noi” e “loro”. Ieri nessuno ha reagito al razzismo del bus: nè il sindaco, né i politici, né i preti, né i sindacalisti e, quel che è peggio, nessuno della cosiddetta società civile. Ma ci sono tre domande che esigono risposte: per quale motivo l’amministratore delegato di Bus Italia non ha finora aperto una inchiesta interna per accertare quel che è accaduto e che noi abbiamo raccontato grazie ad una testimonianza diretta ed oculare? Bus Italia viaggia con danaro pubblico, il suo amministratore è pagato con danaro pubblico e deve rispondere a tutti dell’operato della società, non solo della incerta funzionalità del servizio. Per quale motivo le forze dell’ordine non hanno avviato un’inchiesta su un fatto gravissimo che non ha bisogno di querela di parte, perché si può procedere d’ufficio? Infine, la magistratura. I giudici sanno benissimo che di fronte ad un fatto di questa gravità scatta l’aggravante razziale. Tacciono anche loro? Tutti in silenzio. Parlassero con i loro poteri. Non abbiano paura del ministro Salvini, per le loro sorti e le loro carriere. Li difenderemo anche noi.