Le conseguenze del violento rogo che ha distrutto dodici mezzi del settore Igiene urbana

IL RAID

La mafia dei rifiuti incendia dodici mezzi a Castel San Giorgio

Distrutti dalle fiamme compattatori e camion per la raccolta dell’immondizia

LA REAZIONE DELLA SINDACA

CASTEL SAN GIORGIO - Il vetro rotto, forse per confondere gli investigatori, mentre la porta era aperta. Sembra questo uno degli elementi più importanti per risalire agli autori del rogo che la scorsa notte ha distrutto ben 12 mezzi destinati al servizio di igiene urbana di Castel San Giorgio. Un incendio divampato poco prima dell’una di notte (1.06 l’allarme ai vigili del fuoco), nel deposito dei mezzi destinati alla raccolta dei rifiuti. Le fiamme si sono subito estese in tutto il capannone di via Nocelleto, nella frazione Aiello. Una colonna di fumo nero e denso si è alzata verso il cielo. Timori per alcuni edifici abitati a pochi metri di distanza ma l’intervento in forze dei vigili del fuoco ha evitato guai peggiori.

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Distruzione e danni. Sono stati necessari cinque mezzi dei caschi rossi del comando provinciale di Salerno e del distaccamento di Mercato San Severino e perfino un’autogru per spostare i mezzi incendiati. E ieri sera l’intervento non era ancora concluso. Distrutti un autocompattatore a tre assi e una spazzatrice del Comune, oltre a un autocompattatore a quattro assi e nove compostatori da 35 quintali presi a noleggio dalla ditta Giomar srl, del posto. Un danno che, al momento, supera i 500mila euro al quale vanno aggiunti quelli del capannone. Fin dalla notte sono intervenuti i funzionari del Comune e la sindaca Paola Lanzara che, ieri mattina, hanno elaborato un piano di emergenza per la raccolta dei rifiuti. «Sono costernato per quanto accaduto – afferma Antonio Guariniello, direttore tecnico della Giomar – Siamo a lavoro per rendere disponibili altri mezzi al Comune. Il danno è ingente, solo noi avevamo portato un costipatore nuovo da una decina di giorni che costa circa 50mila euro. Poi ci sono gli altri nove mezzi nostri e quelli del Comune, oltre ai danni al capannone».

Salvatore De Napoli

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