IL PROVVEDIMENTO

L'ex sindaco di Scafati torna in carcere

Pasquale Aliberti, per la Procura di Nocera Inferiore, ha violato le prescrizioni degli arresti domiciliari

SCAFATI - Messaggi ai familiari, ai collaboratori e ai suoi fedelissimi: questo è il motivo che da ieri ha riportato in carcere Pasquale Aliberti . L’ex sindaco di Scafati, ai domiciliari fuori regione a Roccaraso, adesso si trova in una cella del carcere dell’Aquila, dopo che la richiesta della Procura antimafia di Salerno, di aggravamento della misura cautelare, è stata accolta dal Tribunale di Nocera.

La questione rientra nell’ambito del processo Sarastra, con un’evoluzione avutasi nell’attività di inchiesta gemella denominata Satyricon. Proprio da quest’ultima era emerso che l’ex primo cittadino aveva ancora rapporti con il fratello-imprenditore, Nello Maurizio Aliberti , e il già staffista comunale, Giovanni Cozzolino .

Tramite loro, infatti, aveva ottenuto alcuni documenti comunali, grazie anche alla presunta compiacenza di alcuni dipendenti dell’Ente.

Questo ha portato alla proroga dello scioglimento comunale per infiltrazioni camorristiche. Aliberti, dunque, torna in carcere per aver violato le prescrizione impostagli dalla magistratura,

dopo che gli era stato permesso di stare ai domiciliari fuori regione senza braccialetto elettronico. Adesso, però, il cerchio si allarga.

I destinatari dei messaggi non sarebbero soltanto il fratello, l’ex staffista e la moglie, la consigliera regionale Monica Paolino .Gli inquirenti, su questo fronte, sono già al lavoro per stringere il cerchio sulle relazioni vietate al politico di centro destra, che nelle disposizioni della magistratura avrebbe potuto comunicare solo con i genitori, unici autorizzati a poter stare con lui nella casa di Roccaraso dove era ristretto ai domiciliari. A pesare sulla decisione del presidente del Tribunale nocerino, Catello Donnarumma , c’è una visita di Nello Aliberti al fratello a Roccaraso poco dopo il malore accorso all’ex sindaco per cui è stato disposto il ricovero e una lettera consegnata al fratello perEduardo D’Angolo , ex presidente dell’Acse.

Aliberti, dunque, affronterà il processo da detenuto. Il prossimo 4 luglio, dal carcere dell’Aquila, ritornerà in aula a Nocera Inferiore per la prima udienza del processo, che vede coinvolte anche altre sei persone oltre lui, e slittato la scorsa settimana per l’astensione dei penalisti. In quell’occasione il suo legale,Silverio Sica , presenterà richiesta di scarcerazione. (d. g.)

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