Intesa obbligata con Gesac dopo la bocciatura al Tar 

Il presidente dell’aeroporto: «Non è la decisione che ci attendevamo Ora, come indicato dalla Regione, si accelera l’iter per la ricerca del partner» 

«Non è sicuramente la decisione che ci aspettavamo. Le sentenze, comunque, vanno rispettate e, perciò, va bene così». Antonio Ferraro, presidente della società di gestione dell’aeroporto Salerno- Costa d’Amalfi, accetta seraficamente la sentenza del Tribunale amministrativo che ha rigettato il ricorso contro il ministero dell’Economia e delle Finanze. «Adesso sappiamo – evidenzia Ferraro – che questa strada non si può più seguire. Perciò dobbiamo dedicarci al percorso che ha già indicato la Regione e, pertanto, s’accelera l’iter per la ricerca di un partner industriale». Dunque, a questo punto, diventa sempre più probabile l’intesa con la Gesac, un accordo quest’ultimo sponsorizzato dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca, nelle cui intenzioni c’è l’idea (già indicata senza successo 15 anni fa da Antonio Bassolino) di creare un sistema d’aeroporti campano.
Lo scalo cittadino, tuttavia, non può fare l’ulteriore e decisivo salto di qualità se non si potenzia e allunga la pista. E proprio per raggiungere quest’obiettivo è stato presentato il ricorso al Tar, attraverso gli avvocati Antonio Brancaccio e Gaetano Paolino. Perché, in particolare, al di là di qualsiasi altra questione legale, si chiedeva che i giudici amministrativi nominassero un commissario, per mettere ordine al balletto di competenze tra Mef e ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un rimpallo di responsabilità che finora ha impanato la procedura nella palude burocratica. E il commissario sarebbe servito per sbloccare la vicenda e, soprattutto, per dotare l’aeroporto di Salerno della concessone ventennale.
Requisito quest’ultimo indispensabile per accedere ai finanziamenti e, dunque, per portare a termine il progetto di restyling e potenziamento dello scalo. Non sono stati di questo parere i magistrati del Tar della seconda sezione (presidente Maria Abbruzzese, consigliere Paolo Severini, estensore Valeria Ianniello) in quanto “si produrrebbe – è scritto nella sentenza – l’effetto di superare la manifestazione di volontà (negativa) di uno dei due ministeri pariteticamente deputati alla decisione in ordine alla concessione (oltre tutto in deroga alla normale modalità dell’esperimento di gara pubblica, in applicazione di una norma eccezionale, ontologicamente di stretta interpretazione), attraverso il riconoscimento all’altro ministero del potere di nomina di un commissario ad acta. Laddove la ratio della norma, che tale nomina prevede, non può che essere quella di superare una situazione di inerzia – non già di disaccordo – tra le Amministrazioni competenti”.
Gaetano de Stefano
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