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I vertici dell'aeroporto di Salerno: "Pronti ad affiancare Napoli dall’estate"

Il piano industriale prevede il “trasloco” di 9 vettori con un movimento di 3 milioni e mezzo di passeggeri l’anno

SALERNO. Il piano industriale c’è. E anche quello tecnico-giuridico. Ora entrambi, elaborati dalle rispettive commissioni, devono essere approvati dalla Gesac e dalla società Costa d’Amalfi (quest’ultima ha già dato l’ok al piano industriale). Oramai, però, il matrimonio tra l’aeroporto di Salerno e quello di Napoli sembra essere scontato. «Tutto sta andando secondo i piani – conferma Antonio Ferraro, presidente della Costa d’Amalfi spa – e stiamo rispettando le tempistiche. Il Piano industriale è ambizioso ma, al tempo stesso, realistico e richiede la collaborazione di tutti gli stakeholder coinvolti nel processo».
La data, per la definitiva pronuncia del fatidico sì, fissata nel protocollo d’intesa sottoscritto un anno fa, è quella del 30 giugno: lo scalo cittadino sarà incorporato, per fusione, da quello napoletano, mentre il Consorzio diventerà socio della Gesac, ma non si sa ancora con quale quota. Non si conoscono, infatti, le cifre dell’affare, in quanto non è stato, per il momento, quantificato il valore dell’aeroporto Costa d’Amalfi: lo faranno gli advisor che sono al lavoro proprio per delineare questi aspetti economico-giuridici. Una volta limati i particolari si potrà pensare in grande, a partire dalla prossima estate, anche perché Salerno sarà ben lieta di ospitare voli da Napoli, in attesa che comincino i lavori di potenziamento dello scalo, che dovranno essere necessariamente cantierabili entro il 2018, pena la perdita ai finanziamenti previsti nello Sblocca Italia.
Gaetano de Stefano
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