I residenti: «I treni non c’entrano nulla Sono altre le cause» 

Escludono pure l’ipotesi della fuga di gas. «Non c’era puzza» I poliziotti: «Le grida sono arrivate prima delle segnalazioni»

TORRE ANNUNZIATA. Nessuno scoppio, solo il boato provocato dal cedimento di solai e pareti. E subito dopo una enorme nuvola di fumo intorno alle macerie. Questo hanno udito e visto i primi testimoni del crollo della palazzina di Torre Annunziata. I residenti sono stati svegliati alle 6,20 circa. Antonio Pagano abita con la famiglia al piano terra dell’edificio che, in linea d’aria, dista 80 metri da quello collassato. I due fabbricati sono divisi dalla ferrovia della linea Napoli-Salerno, che guardano dall’alto. L’uomo si mostra subito scettico sulla possibilità che, tra le ragioni del disastro, possano esserci i treni.
«Vivo qui da oltre 40 anni e di treni ne passano, da sempre, ogni 5 minuti - afferma - non credo sia quello il motivo, sono molte le costruzioni lungo la ferrovia da qui fino a Napoli e tutte dovrebbero avere questi problemi». Il figlio Francesco però riferisce che «le voci in giro dicevano da tempo che il palazzo crollato fosse un po’ debole, non so perché. Al passaggio dei treni qui, comunque, si avvertono le vibrazioni». Il giovane non ha dubbi nell’escludere una delle potenziali cause: «Non si sentiva alcuna puzza di gas».
Tra le prime a intervenire le pattuglie degli agenti di polizia. Il commissariato non è lontano e il dirigente Vincenzo Gioia racconta che in ufficio «abbiamo sentito le urla prima ancora di ricevere le telefonate di segnalazione». Gli agenti si sono trovati davanti uno scenario apocalittico. Hanno raccolto alcune delle testimonianze di una giornata che sarà lunghissima. Nel vicinato, alcuni sostengono di aver sentito il rumore di un treno poco prima del crollo.
Si aggira come una maschera di sudore il sindaco Vincenzo Ascione. Tra i dispersi, con moglie e figlio, c’è l’architetto Giacomo Cuccurullo, tecnico comunale. «Un esperto - dice il sindaco - uno che conosceva bene il suo mestiere. Se lo stabile fosse stato a rischio lo avrebbe segnalato lui stesso. Il mio rammarico è che non abbia avuto alcun segnale di questo cedimento». I primi due piani erano disabitati e interessati da lavori di ristrutturazione, il terzo e il quarto invece erano abitati. «Ci sono le dichiarazioni di inizio attività per manutenzione ordinaria - spiega Ascione - se qualcuno durante questi lavori ha fatto delle opere non previste o è andato a toccare pezzi importanti del fabbricato è chiaro che si saprà solo quando saranno fatte le verifiche, ora non si può dire nulla». Il sindaco guarda attonito le «scene inimmaginabili, è una tragedia immane. Gli uomini del soccorso non si fermeranno fin quando ci sarà la possibilità di tirare fuori persone vive». La speranza subisce un duro colpo alle 17.35, quando viene trovato il corpo della prima vittima. (gi. ro.)
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