L'INIZIATIVA

Gli editoriali dei "ragazzi del '99"

Da oggi, e fino a sabato prossimo, il nostro giornale ospiterà cinque giovani editorialisti: sono “i ragazzi del ’99” che si recheranno per la prima volta al voto dopo una campagna elettorale che i suoi protagonisti si affannano ancora a definirla così. Sono i ragazzi vissuti in tempo di pace e non come i loro coetanei di inizio secolo che furono chiamati in guerra, come ha acutamente riflettuto il presidente Mattarella nel messaggio di fine d’anno di qualche mese fa. Questi giovani editorialisti scriveranno parole che susciteranno domande, imporranno risposte senza slogan e senza aggettivi ma, soprattutto, nella loro semplicità sapranno riconoscere quella indignazione transitoria che nasconde l’ipocrisia permanente di chi non vuole cambiare davvero. I “ragazzi del ’99” fanno parte di una generazione senza padri e tuttavia ansiosa di certezze e stabilità.

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Assistono, impotenti, al mutamento del linguaggio politico sempre più violento e mai costruttivo. Sarà pure il tempo post-ideologico, ma i “ragazzi del ’99” non possono subire il nulla della politica che rivendica il suo primato ma non lo dimostra, pretende l’ultima parola ma non riesce a pronunciare la prima e la più necessaria: dialogo. È per questo che chiediamo a cinque “ragazzi del ’99” di aprirci il capitolo di un supplemento di comprensione per vedere, oltre le nebbie delle crisi, il paesaggio di una nuova società.

ant.man .

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