«Generazione etilica e senza controllo» 

Inseguono lo sballo e finiscono in ospedale. Roberto Schiavone (Humanitas): «È la stessa storia ogni fine settimana» 

Fiumi di alcol, spesso di scarsa qualità, scorrono a innaffiare le notti del sabato dei giovani salernitani. Bicchierini ingurgitati senza limite per noia e per esibizionismo. Bevono parecchio gli adolescenti salernitani, senza senso del limite, senza gustare quello che hanno nei bicchieri che diventano sempre più piccoli e numerosi da mandar giù. E il picco di arrivi al pronto soccorso, a Capodanno, di ragazzi in coma etilico, è l’effetto di un fenomeno che, chi è sul campo, nota già da parecchio ma che, negli ultimi anni sembrerebbe aver avuto un’impennata. «È un problema serio quello dei ragazzini che si ubriacano che riscontriamo praticamente ogni venerdì e sabato sera», denuncia il presidente dell’Humanitas Salerno, Roberto Schiavone. «I genitori non riescono a imporre la loro autorità, stanno fuori fino a tardi e, forti del gruppo bevono, bevono e bevono ancora fino a rischiare la vita. Natale e Capodanno sono stati dei giorni con numeri preoccupanti, ma, in realtà, praticamente tutti i fine settimana facciamo un servizio continuo per soccorrere ragazzi privi di sensi o con problemi seri legati all’eccesso di alcool. Le prime chiamate iniziano intorno alle 4 e andiamo avanti almeno fino al mattino. In più, sfrecciano su moto di grossa cilindrata e sono esposti a ulteriori pericoli. Sono esaltati, vogliono perdere la testa e bevono senza contenersi anche per emulare i modelli di certe fiction come Gomorra. Operazioni come questa – precisa il presidente – avranno tanti pregi ma stanno anche facendo molti danni. Io stesso ho soccorso recentemente un ragazzino che mi ha apostrofato con un “o’ frà”. Mi è sembrato incredibile quello che stavo sentendo, ma fa capire bene l’approccio di questi giovani».
In realtà non si tratta tanto di criminalizzare il bere in sé, quanto rilevare che, tra questi ragazzi, manca la cultura del divertimento. «Sono le famiglie a venir meno. I ragazzi hanno sempre bevuto in tutte le generazioni. Ma ora sono i limiti che mancano, il senso del bere in maniera responsabile. E poi è aumentato il numero delle ragazzine che collassano per l’alcol», spiega un esperto della notte che per anni ha lavorato in alcuni dei locali più importanti della città. «Non hanno il senso delle ripercussioni di quello che fanno, sono insicuri e, per farsi forza nel gruppo, eccedono e stanno male. Hanno meno soldi, quindi concentrano tutto nel fine settimana quando stanno fuori senza limite. E questo accade perché i genitori non conoscono i loro figli, non entrano nelle loro vite e non impongono regole. Pensano che siano perfetti e non si accorgono di quello che fanno fino a che, magari, accade qualcosa di più o meno grave».
Famiglie distratte e prese da una vita fatta di lavoro e non sempre semplice e ragazzi che non hanno nemmeno grandi alternative allo stare il sabato davanti a un locale. «I gestori dei locali sono in gran parte attenti e sensibili al problema, ma non possono fare molto se le regole sulla vendita di alcolici ai minorenni, ad esempio – fa notare – sono facilmente eludibili. In più spesso si ubriacano con i cicchetti che costano poco, sono fatti per l’aggregazione e li buttano giù in parecchi senza nemmeno accorgersene. Molte discoteche, non a caso, non li vendono proprio. In più ci sono i supermercati e i distributori di bevande alcoliche a poco prezzo. E quando arrivano nei locali, sono già ubriachi. Gli incentivi sono tanti, per questo il ruolo delle famiglie è centrale». Ridimensiona il fenomeno, invece, uno dei proprietari di un bar di piazza San Francesco. «A Capodanno è sempre stato così – sostiene – non mi sembra di vedere nessun motivo di allarme. Sicuramente – ragiona – nelle giovani generazioni manca la cultura e l’abitudine al bere. Anzi, spesso si sentono male proprio perché non lo hanno mai fatto e, per fare i buffoni, iniziano proprio a Capodanno. E poi stanno male». Una generazione etilica che, chiarisce il titolare di un bar del centro, «vuole lo “scombino” presto e subito. Quando li vedo già brilli, anche di mattina, aumento i prezzi degli alcolici – racconta – il problema è che bevono anche roba di pessima qualità».
Eleonora Tedesco
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