DOVERE CIVICO

Finalmente una legge tutela chi denuncia casi di corruzione

La norma va migliorata ma nella lotta alle illegalità è un tassello che si aggiunge ai decreti su finanziamento ai partiti, trasparenza amministratriva e lobbying

La Camera dei Deputati ha approvato ieri mattina, in via definitiva. la legge sul cosiddetto "whistelblowing", ovveero la protezione degli autori di segnalazioni di reati o di irregolarità nell'interesse pubblico. Hanno votato a favore M5s, Pd, Fratelli d'Italia e Lega Nord, mentre ha votato contro Forza Italia.

L'avvicinarsi del termine di questa legislatura stava creando non poche ansie per chi, come me, attendeva, ormai da troppi anni, una legge che tutelasse il lavoratore intenzionato a denunciare fatti di corruzione. La professione e soprattutto la mia passione mi hanno reso particolarmente attento alla materia che riguarda la trasparenza amministrativa che ritengo, usando una frase del presidente dell’Anac Raffaele Cantone, il primo argine alla corruzione. Finalmente è arrivata l’approvazione della Camera dei Deputati alla legge “Disposizioni per la protezione degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità nell’interesse pubblico". Il percorso di questa proposta legislativa, di cui è stata prima firmataria l’onorevole Francesca Businarolo (M5s), è durato ben quattro anni da quel 30 ottobre 2013, giorno in cui la proposta è approdata in Parlamento. Si tratta, di fatto, del primo atto normativo che mette a disposizione dei cittadini un'arma in più per sconfiggere la corruzione. Infatti, gli articoli di questa legge prevedono il reintegro per il segnalante licenziato, l’inversione dell’onere di prova, le sanzioni a carico dei responsabili per la Prevenzione e Corruzione (Rpc) e la tutela dell’anonimato del segnalante. Quindi, in buona sostanza, nei confronti di coloro che segnalano la corruzione verranno annullati gli atti discriminatori ed eventuali licenziamenti subiti. Sarà l’Ente a dover dimostrare che la misura presa nei confronti del segnalante non è un atto ritorsivo. Inoltre, nei procedimenti disciplinari, l’identità potrà essere rivelata solo con l'autorizzazione del segnalante. Una tutela completa che comprenderà anche i fornitori di beni e servizi ed i collaboratori esterni della Pubblica amministrazione. La proponente non ha fatto mistero della collaborazione, nella stesura del testo di legge, di "Transparency Italia" e "Riparte il Futuro", organizzazioni non governative che da anni spendono le loro energie affinché anche l’Italia adotti un quadro normativo completo che possa essere definito al pari del Freedom of Information Act statunitense. Questa legge, insieme agli ultimi decreti in materia di trasparenza amministrativa, antiriciclaggio, finanziamento ai partiti e lobbying, è certamente un altro tassello verso quell'auspicato impegno dello Stato nella lotta alla corruzione che da troppi anni manca nel panorama legislativo italiano nonostante fossero stati abbondantemente consumati fiumi di parole. C'è sicuramente ancora da lavorare per migliorare questa norma: manca ancora un fondo di tutela per i segnalanti, manca una protezione totale del segnalante e c'è la necessita di tutelare meglio i lavoratori del settore privato. Non per questo, tuttavia, va sminuita l'importanza di questo ulteriore segnale positivo in direzione della lotta alla corruzione. Ora si aprirà una fase importante di attuazione della misura che dovrà agevolare l'emersione di condotte illecite ad ogni livello amministrativo, dal Comune allo Stato centrale, grazie anche ad un concreto controllo dell’organo nazionale di vigilanza rappresentato dall Autorità Nazionale Anticorruzione. Il futuro della lotta alla corruzione non potrà prescindere, a questo punto, dalla volontà politica di chi amministra il bene comune; sarà delicato il compito sia di creare gli strumenti di facilitazione alla denuncia sia di formare la coscienza dei dipendenti pubblici che fino ad oggi non hanno avuto nessun tipo di agevolazione nell'interesse pubblico di ricorrere a questo tipo di intervento. Credo che la strada da percorrere nella lotta alla corruzione sarà ancora lunga, tuttavia non bisogna dimenticare coloro che fino ad oggi, nel silenzio generale, hanno avuto il coraggio di denunciare pubblicamente assumendosene la responsabilità fino a perdere il posto di lavoro. Un caso su tutti, quello di Andrea Franzoso che con le sue rivelazioni diede il via all’inchiesta sul presidente delle Ferrovie Nord, reo di aver sperperato in suo favore centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici. A lui e agli altri eroi, va dedicata questa giornata rivoluzionaria.

*esperto in trasparenza amministrativa