OPERAZIONE ERODE

Faceva abortire le ragazze costrette a prostituirsi: arrestato

L'uomo, di orgine nigeraiana, è stato scoperto nel Casertano

CASERTA - Chiedeva l'elemosina ma in realtà svolgeva aborti, dietro la richiesta delle Madame che sfruttavano giovani ragazze connazionali nell'attività di meretricio sul litorale domitio, nel casertano.

Il Giudice delle Indagini Preliminari, accogliendo pienamente le risultanze investigative emerse nell'ambito di una articolata attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ed eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Mondragone, ha convalidato il provvedimento di fermo emesso dal Sostituto Procuratore dottoressa Mariangela Condello, titolare dell'indagine, nei confronti di Ewunoragbon Friday, nato in Nigeria, ritenuto responsabile dei reati in materia di interruzione di gravidanza.

L'attività di indagine, partita nello scorso settembre, iniziava con frequenti attività di osservazione e pedinamento del soggetto che, sin da subito, si mostrava assolutamente insospettabile in quanto veniva notato più volte mentre chiedeva l'elemosina ed aiutava a portare le borse della spesa, in un noto centro commerciale di Napoli. L'insospettabile "accattone" in realta' era soprannominato "Doctor", per le sue conoscenze mediche e svolgeva aborti, dietro la richiesta delle Madame che sfruttavano giovani ragazze connazionali nell'attività di meretricio sul litorale domitio.

La triste attività svolta dell'indagato, era rivolta a tutte quelle ragazze che, rimanendo incinte a causa della grave condizione di sfruttamento a cui erano sottoposte in modo continuativo, non potevano ormai più essere impiegate in strada e dunque contribuire al guadagno delle proprie aguzzine. L'attività di indagine, posta in essere con l'utilizzo di intercettazioni telefoniche ed ambientali, ha permesso agli inquirenti di far luce sul macabro operato dell'indagato che, nel breve monitoraggio, si è reso responsabile di circa sei aborti.

L'imponente numero di clienti che contattavano il dottore, ha fatto comprendere alla polizia giudiziaria, quanto fosse fruttuoso il giro di affari del sospettato. Per un singolo aborto procurato con la somministrazione di farmaci, percepiva un compenso di 300 euro mentre, per un aborto procurato, oltre i tre mesi di gravidanza e necessario di operazione, chiedeva un corrispettivo in denaro di circa 2500 euro.

Il provvedimento di fermo si è reso necessario per interrompere la condotta criminosa del soggetto nigeriano che si mostrava totalmente indaffarato da tale attività. L'operazione si è conclusa quando la polizia giudiziaria, ha fatto irruzione nella casa dove si svolgeva tale scempio.