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Ecco il Dizionario degli insulti per evitare le denunce

SALA CONSILINA. Una sentenza del Giudice di Pace di Sala Consilina, che ha condannato un sessantunenne del posto a pagare 1600 euro di multa per essersi rivolto a una donna definendola “zuzzusa”, è...

SALA CONSILINA. Una sentenza del Giudice di Pace di Sala Consilina, che ha condannato un sessantunenne del posto a pagare 1600 euro di multa per essersi rivolto a una donna definendola “zuzzusa”, è entrata a far parte del Dizionario giuridico degli insulti, opera dell’avvocato cassazionista siciliano Giuseppe D’Alessandro e pubblicato di recente da A&B editrice.
Nel dizionario si possono trovare, in ordine alfabetico, i pronunciamenti su 1.203 termini insultanti, da ’A fess’ ’e mammet’ a zuzzus’. È solo un caso che il primo e l’ultimo insulto dell’elenco siano in dialetto napoletano visto che la maggioranza è italiano. Nel libro vengono riportati anche 83 gesti “spazzatura”: dal dito medio all’ombrello.
D’Alessandro non è nuovo a lavori dello stesso genere, infatti ha già pubblicato ’”Leggi che fanno ridere e sentenze che fanno piangere’’ e ’’Bestiario giuridico’’.
“’A fess’ ’e mammeta’’’, è una frase volgare in dialetto napoletano che il tribunale di Benevento ha ritenuto ingiuriosa con una sentenza del 10 dicembre 2008, e ’”zuzzuso”, termine partenopeo che indica una persona sporca, è stato ritenuto ingiurioso dal Giudice di Pace di Sala Consilina con sentenza confermata in Appello e Cassazione nel 2015. Per i magistrati muovere il bacino avanti e indietro dicendo “suca” non è un’ingiuria bensì un atto contro la pubblica decenza, oppure augurare “ti venga un cancro” per i giudici non riveste rilevanza penale.
Nel dizionario c’è il caso di un tale che ha chiamato il proprio asino con il nome del vicino o quello di chi ha scritto sul bollettino di una multa “rapina aggravata” commettendo oltraggio. Il libro è una sorta di manuale di autodifesa per capire il limite nel rivolgersi in modo poco urbano a qualcuno.(e. c.)
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