De Luca: «I camorristi non mi fermeranno» 

Centri sociali e Stop Biocidio gli lanciano sacchetti di rifiuti all’ospedale di Pozzuoli. Caldoro: intolleranti, prendo le distanze

NAPOLI. Tensione all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, il governatore Vincenzo De Luca contestato con un lancio di sacchetti di rifiuti. Ad attuare la protesta una trentina di attivisti del centro sociale napoletano Insurgencia e della rete Stop Biocidio, dopo l’inchiesta sugli appalti regionali per i rifiuti. De Luca reagisce: «Non ci facciamo impressionare ed intimidire da queste imbecillità, verranno querelati per diffamazione. Queste sono azioni di plebeismo e camorrismo. Tentativi di sabotaggio del nostro lavoro, messe in atto per fare provocazione. Ho già detto a questi signori che se vogliono fermarmi devono spararmi alla testa». Al momento del blitz, il governatore stava inaugurando il reparto di urologia. Gli attivisti hanno inseguito De Luca, che in precedenza aveva visitato lo stir di Ponte Riccio, alla periferia di Giugliano, dove inizierà la rimozione di un lotto di 120mila ecoballe. Ma rigide misure di sicurezza avevano impedito l’accesso ai contestatori, decisi a rinfacciargli l’inchiesta giornalistica “Bloody Money” di Fanpage.it, nella quale è coinvolto il figlio Roberto. «È stato ingaggiato un camorrista, tale Perrella – si sfoga il governatore – che attraverso il commercialista di famiglia ha fissato con mio figlio un incontro. Nell’incontro doveva dire come ha detto solo due parole precise: ecoballe e 15%. Su questo hanno costruito tutta la vicenda, mio figlio non c’entra. Sono squadristi che in piena campagna elettorale hanno messo su un’azione infernale».
A una dimostrante che gli urlava di vergognarsi, De Luca risponde: «Si vergogni lei e tutti i suoi antenati». E prima di lasciare l’ospedale dice: «È stata fatta un’azione solo per dare titoli alle agenzie ed ai giornali, questi al 90% sono figli di papà che non sanno quello di cui parlano». «La camorra l’ho combattuta, ad Angri da giovane attivista – aggiunge De Luca in vena di amarcord – sono sceso in piazza al fianco dei contadini contro i camorristi che volevano imporre il prezzo del pomodoro San Marzano. Abbiamo attuato blocchi stradali per impedire che il prezzo venisse imposto dai camorristi. Ci mandarono contro i camion. Resistemmo e ne uscimmo con i contadini vincitori».
Gli attivisti, invece, rivendicano la protesta: «A De Luca abbiamo lanciato sacchetti di rifiuti, gli stessi con i quali pensa di gestire prebende e clientele in Campania. Il prossimo 24 marzo saremo in piazza a Napoli da tutta la Campania, per dire che se ne deve andare a casa. Quanto mostrato dalle telecamere lo denunciamo da anni, il connubio tra camorra, imprenditoria e politica che tiene in scacco la Campania».
Critiche ai comitati dal capo dell’opposizione regionale, Stefano Caldoro: «Pensiamo il peggio possibile sul governo De Luca ma nulla può giustificare atti di intolleranza così estremi». Attaccano, viceversa, Maria Muscarà e Vincenzo Viglione, consiglieri del M5s: «De Luca sembra Berlusconi da Vespa, fa un piano spot per le ecoballe distraendo fondi da bonifiche e ciclo dei rifiuti».
Gianmaria Roberti
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