nuovi organismi 

Consulta regionale in Campania Pochi poteri ma costi altissimi

NAPOLI. La Regione avrà la sua consulta, che valuterà la conformità allo statuto dei progetti di legge, risolverà i conflitti tra organi regionali e tra questi e gli enti locali e stabilirà l’ammissib...

NAPOLI. La Regione avrà la sua consulta, che valuterà la conformità allo statuto dei progetti di legge, risolverà i conflitti tra organi regionali e tra questi e gli enti locali e stabilirà l’ammissibilità di referendum regionali e iniziative popolari. L’organismo costerà, nel 2018 e nel 2019, 580mila euro all’anno e istituirà cinque poltrone per altrettanti esperti, in carica per 5 anni, scelti tra professori universitari di materie giuridiche, magistrati e avvocati in servizio da almeno 20 anni. Dal 2020 le quote di spesa annuali saranno assicurate nei limiti di stanziamento previsti dalla legge di bilancio della Regione a favore del Consiglio regionale.
Tre membri dell’organo saranno eletti dal consiglio regionale; presidente e vicepresidente saranno designati dai presidenti della Regione e del consiglio regionale. Ma non pensate ad una corte costituzionale su base regionale: la proposta di legge, sottoscritta dai presidenti dell’assemblea Rosa D’Amelio e della commissione affari istituzionali, Alfonso Piscitelli, prevede funzioni consultive e non giurisdizionali. Sulla legittimità delle leggi regionali può pronunciarsi solo la consulta vera, mentre sugli atti amministrativi la competenza è sempre del Tribunale amministrativo regionale e del Consiglio di Stato. Il nuovo organo di garanzia si attiverà invece in via preventiva, durante il procedimento di formazione degli atti.
Secondo l’agenzia Dire, il testo con cui viene istituito il nuovo organismo sarà discusso la prossima settimana dalle commissioni affari istituzionali e bilancio. La sua creazione, se la legge verrà approvata, darà attuazione all’articolo 57 dello statuto regionale. La norma, peraltro, parla di facoltà e non obbligo di costituire la consulta di garanzia.
Ampia la sfera di intervento della Consulta: esprime pareri sulla legittimità delle leggi, ma anche dei regolamenti regionali e degli atti preparatori con i quali la Regione partecipa alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari, degli schemi di accordo con Stati esteri e degli schemi di intese con enti territoriali interni ad altro Stato. Ma il peso nelle decisioni è inversamente proporzionale ai costi dell’organismo, fonte di possibili polemiche: i pareri non sono mai vincolanti.
Gianmaria Roberti
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